Seguendo il faro del più sano garantismo avremmo voluto fare luce, sin dall’editoriale, sulle oscurità giuridiche del caso Ruby con le sconcertanti motivazioni della condanna di Berlusconi nell’assoluta mancanza di prove e nelle smentite dei due diretti interessati (sull’atto sessuale) oltreché delle persone offese che son finite indagate per aver detto il contrario di quel che i pm volevano sentirsi dire. Eravamo intenzionati a dimostrare che anche stavolta il principio della responsabilità penale prescinde totalmente dai riscontri processuali che dovrebbero portare a una sanzione di colpevolezza maturata oltre ogni ragionevole dubbio. E invece ecco arrivare notizie catastrofiche sul sindaco-Schettino ormai prossimo a schiantarsi sugli scogli del suo immobilismo politico-amministrativo. Da qui, la decisione di cambiare rotta e puntare sulla giunta alla deriva. Di cosa si tratta è presto detto. Coi cadaveri portati a spasso dai fiumi in piena di mezza Italia e gli sos dei geologi laziali sui rischi idrogeologici di Roma, scopriamo che dopo aver tagliato del 55,23 per cento i fondi 2013 del Dipartimento per la tutela ambientale dai quali attinge la Protezione civile, nel pluriennale di spesa presentato ieri in commissione per il 2014 è corso ai ripari alla sua maniera: zero euro. Non fate quella faccia, c’è poco da ridere. Coi cittadini che aspettano di festeggiare l'approvazione della prima delibera in consiglio comunale e di rifarsi dalle amarezze della pedonalizzazione dei Fori, dei sensi di marcia fra Monti e il Colosseo, della discarica di Falcognana, del pasticcio col comandante dei vigili, del concorsone in procura, dei cantieri infiniti della Metro C, il sindaco è prossimo al capolinea. A fronte del silenzio assordante dei cinque stelle conniventi, l’opposizione di centrodestra s’è incredibilmente svegliata per scatenare l’inferno e mandare a casa il primo cittadino ormai detestato anche dall’ultimo dei romani. Insieme al redivivo e battagliero Alfio Marchini è stato deciso di presentare migliaia di emendamenti così da sforare il termine ultimo di fine mese per l’approvazione del bilancio. Dopodiché per il ciclista Ignazio sarà l’inizio del fine corsa.
Ignazio pedala a fine corsa
di Gian Marco ChiocciSeguendo il faro del più sano garantismo avremmo voluto fare luce, sin dall’editoriale, sulle oscurità giuridiche del caso Ruby con le sconcertanti motivazioni della condanna...