Politica

FI sfratta gli alfaniani Ex Pdl, è rissa continua

Berlusconi, sabato, si era raccomandato con i suoi parlamentari che immaginava già un po’ troppo «esuberanti»: non attaccate Alfano, in fondo dobbiamo stare insieme nella stessa coalizione. Ma l’appello è caduto nel vuoto. In buona parte anche per responsabilità degli esponenti del Ncd che non si sono certo risparmiati nelle frecciate agli avversari. Così da cinque giorni tra gli ex colleghi di partito volano schiaffoni (verbali), insulti e accuse. Neanche fossero Antonio Di Pietro e Silvio Berlusconi dei tempi migliori. L’ultimo atto di una guerra che si annuncia ancora molto lunga – e sanguinosa – è avvenuto ieri mattina quando Maurizio Bernardo, ex tesoriere del gruppo Pdl-FI (sostituito nei giorni scorsi da Pietro Laffranco), è salito al quarto piano del palazzo dei gruppi in via Uffici del Vicario e ha trovato la porta della sua stanza chiusa e una lettera firmata dal presidente dei deputati di Forza Italia Renato Brunetta: gli uffici sono riservati ai parlamentari azzurri e non a chi ha deciso di lasciare il partito per costituire nuovi gruppi autonomi, come nel caso degli Innovatori. «Capisco le ragioni della politica – ha replicato Bernardo – ma mi aspettavo maggior rispetto per la persone, i rapporti umani hanno ancora un valore. Anche noi abbiamo diritto ad avere i nostri uffici come gruppo Ncd». Anche perché il tesoriere ha nella stanza oggetti privati. Sempre ieri non è mancato un «frizzante» botta e risposta tra Daniele Capezzone e Barbara Saltamartini. «Anche oggi il governo risulta impegnato in ciò che gli riesce meglio: rinviare, rinviare, rinviare» ha commentato il primo – esponente di FI – alla notizia dello slittamento a martedì del decreto che abolisce la seconda rata dell’Imu. «Nessuna perdita di tempo, anzi stiamo lavorando proprio per rispondere esattamente agli obiettivi che ci siamo prefissati – ha risposto la deputata del Nuovo Centrodestra – Da Capezzone evidentemente non è apprezzato questo lavoro e preferisce sollevare la solita polemica che sa più di disfattismo che di vero e concreto interessamento alla risoluzione dei problemi». Mercoledì era stato Roberto Formigoni ad accendere il fuoco della polemica. Chi è lo Schettino che sta guidando male la nave di Forza Italia, gli hanno chiesto i due conduttori della trasmissione «Un giorno da pecora» su Radiodue. «Sono due falchi maschi». Chi? «Verdini e Ghedini come i due schettini». Al curaro la risposta di Luca D’Alessandro, deputato berlusconiano: «Formigoni sì che se ne intende di rotte e di navi, soprattutto per fare le vacanze a bordo di quella di Daccò». Il giorno prima la miccia era stata accesa dal Mattinale di Forza Italia, la nota scritta dai dirigenti del partito alla Camera: «Tratteremo i nostri "cugini" come Saccomanni. Anzi con maggiore severità. Proprio perché anch'essi hanno sottoscritto il medesimo contratto, saremo i portavoce degli interessi precisi e concreti di chi ha votato anche Alfano & C. È una minaccia? Lo è. Qualcosa che non va?». Lunedì sera, intervenendo a «Porta a Porta» era stato invece Angelino Alfano a scatenare la rissa verbale: «Alcuni accanto al presidente Berlusconi hanno voluto far nascere un partito estremista, della nostalgia, del rammarico, un partito della rabbia». Furiosa la reazione di Renato Brunetta: «Partito della rabbia? Giusto siamo il partito della grande maggioranza degli italiani arrabbiati contro il Partito delle tasse, arrabbiati contro il Partito democratico che vuole eliminare dalla scena politica, senza se e senza ma, Silvio Berlusconi dichiarandone la decadenza contro il diritto. Ma siamo arrabbiati anche con il Partito di Alfano che è disponibilissimo a collaborare senza se e senza ma con chi uccide politicamente quello per cui dicono di preoccuparsi tanto». Domenica era stata la coppia Bondi-Repetti, ospite alla trasmissione «In mezz’ora» ad attaccare gli alfaniani: «Non c'è nulla di nobile in quello che è successo, è stato qualcosa di cinico, hanno abbandonato Berlusconi nel suo momento più difficile». La replica è arrivata da Simona Vicari: «E meno male che il presidente Berlusconi aveva richiamato gli esponenti di Forza Italia a tenere bassi i toni ed evitare le polemiche. Comunque se queste solo le premesse non posso non rilevare che cominciamo male. Molto male». Controreplica affidata alla berlusconiana Deborah Bergamini: «Leggo con divertito stupore le parole rivolte da alcuni componenti del Ncd, altrimenti detti colombe, ai senatori Bondi e Repetti. Da queste prime ore è insolito infatti vedere esponenti, che per simbologia dei volatili dovrebbero rappresentare la pace, così impegnati al tiro al piattello».

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