Matteo Renzi ancora non è diventato segretario ma il Pd dà già evidenti cenni di cedimento. Le parole pronunciate dal «rottamatore» a Unomattina - dal 9 dicembre sarà lui a dettare l’agenda a Palazzo Chigi - non sono andate giù all’ala governativa dei Dem. Ma a destabilizzare il Nazareno non è solo il sindaco di Firenze. Lo scontro tra Pippo Civati e Gianni Cuperlo va avanti strisciante. La posizione assunta sul ministro della Giustizia Cancellieri ha creato una lacerazione profonda all’interno del partito, così come la prima fase del congresso. «Il premier ha chiesto di votare la fiducia alla Cancellieri come se fosse la fiducia al suo governo. Mettere in discussione quel voto voleva dire mandare a casa il governo, per me la Cancellieri ha profondamente sbagliato ma non si manda a casa un governo se il premier ci mette sopra la fiche», spiega Renzi a Unomattina . Poi l’affondo: «Il ministro ha detto che il vecchio Pd l’avrebbe difesa. Ha ragione: il nuovo Pd non la difenderà così, per questo voglio che il Pd cambi». Cancellieri caso chiuso? «Lo deve chiedere al ministro - risponde il sindaco di Firenze - Nel momento in cui rimane in carica, la speranza è che faccia le cose che deve fare. Mi auguro abbia conservato il prestigio per far quel che deve fare, a partire dalla riforma della giustizia civile. La Cancellieri avrà la forza per farlo? Spero di sì ma ha scritto una brutta pagina facendo pensare che la legge non è uguale per tutti». Renzi assicura comunque che non chiederà a Letta alcun rimpasto di governo, né poltrone. «Mi metterò a discutere su come governare e su questo con Letta andremo d’accordo». Più tardi sarà Roberto Giachetti a chiarire il concetto: «Saremo noi che detteremmo l’agenda e non, come purtroppo sta un po’ avvenendo in queste ore, a farcela dettare. E sarà sicuramente un Pd più in sintonia con il pensiero di iscritti ed elettori». E se dovesse vincere Cuperlo? «Non so se il Pd cambierà». La parola d’ordine è e resta cambiamento. La partita congressuale «è aperta - dice Renzi - I cittadini, anche non iscritti, potranno votare alle primarie. Se votano per il cambiamento in Italia si cambia davvero altrimenti si perde solo tempo. Spero siano in tanti gli italiani che andranno a votare per dare il segno di voltare pagina. L’Italia ha bisogno di un cambiamento radicale, netto». Il timore di Renzi è la bassa affuenza. L’obiettivo minimo è due milioni di elettori (nel 2007 - vittoria di Veltroni - furono oltre 3,5 milioni, nel 2009 - successo di Bersani - 3,1), in caso contrario Renzi teme di essere un segretario dimezzato. L’effetto-Cancellieri certo non avicinerà gli elettori di centrosinistra ai gazebo. Per questo il «rottamatore» spinge sull’acceleratore, puntando sulla crisi «sociale e di valori educativi» e non solo economica come tema capace di trascinare gli italiani. Si acuisce poi il fronte tra i renziani e D’Alema. L’ultimo strale contro il «Lìder Massimo» lo lancia il sindaco di Bari Michele Emiliano - ex dalemiano e ora con Renzi - che a Un giorno da pecora dice: «Ho letto che D’Alema si vorrebbe candidare per sostenere Cuperlo a Bari città contro di me: ci sono rimasto malissimo. Pensavo che si occupasse di cose più importanti. Una persona che potrebbe fare il presidente della Repubblica o della Commissione Ue, che perde tempo a candidarsi alle primarie...». A mettere un’altra spina nel fianco del governo ci pensa poi un drappello di deputati Dem che critica le privatizzazioni appena varate dal premier Letta. «Non si può procedere a svendite delle partecipazioni pubbliche che servano solo a fare cassa immediata, creando un danno per le future generazioni e i conti pubblici dei prossimi anni. Serve un dibattito aperto e approfondito in parlamento», dicono i renziani Anzaldi, Bobba, Bonaccorsi, Gelli e Magorno. A infucoare il clima c’è anche Pippo Civati, scettico sul fatto che il «nuovo Pd» non salverebbe la Cancellieri. «Dirlo è azzardato - attacca - perché Renzi c’è e i deputati che hanno sottoscritto la sua candidatura sono duecento, anche se forse sul caso in questione erano meno compatti di quanto Renzi prevedesse». Poi Civati - che sul web ha lanciato uno spazio #insultacivati - torna ad attaccare Cuperlo, reo di aver «insultato» la minoranza civatiana sul caso Cancellieri. «Cuperlo è stato violento», dice Civati dopo aver attaccato ieri l’altro il deputato dalemiano chiedendo che «alcuni dirigenti non facciano gli str... con le minoranze, non le disprezzino». Pronta la replica di Cuerlo: «Nessun insulto, solo una critica politica. Mi colpisce la sua violenza verbale».
Civati: Cuperlo cattivo Benvenuti all’asilo Pd
Daniele Di Mariod.dimario@iltempo.it Matteo Renzi ancora non è diventato segretario ma il Pd dà già evidenti cenni di cedimento. Le parole pronunciate dal «rottamatore» a Unomattina - dal 9...