FROSINONE Il caso Pdl finirà per avere ripercussioni anche in Ciociaria. In un territorio da decenni amico del centro-destra ora l’elettorato moderato si trova a dover scegliere quale strada prendere: restare con Berlusconi o andare con Alfano. Si saprà molto presto perché presto inizierà il corteggiamento a sindaci, assessori, consiglieri comunali. Dopo l’effetto impatto dello scisma consumatosi a Roma ora, però, a mente più fredda c’è chi si interroga se nel frusinate le collocazioni che assumeranno gli esponenti del Pdl saranno realmente la conseguenza di valutazioni politiche sentite o se, al contrario, prevarranno calcoli personali di carriera e per le candidature alle prossime elezioni. Tutti sanno che a Frosinone da tani anni, la classe dirigente del centrodestra ha le stesse facce che hanno fatto il bello e cattivo tempo scontrandosi per poi accordarsi su tutto. Ora, davvero dobbiamo credere che c’è chi di loro andrà con Alfano o Berlusconi? Ora davvero l’ex presidente del consiglio regionale del Lazio, attuale consigliere regionale Mario Abbruzzese, e l’europarlamentare Alfredo Pallone andranno a collocarsi l’uno in Forza Italia e l’altro con Alfano? Apparentementeè tutto chiaro; Antonello Iannarilli, ex presidente della Provincia e Mario Abruzzese guideranno i fedelissimi di Berlusconi mentre Pallone, gli augellianni con la D’Aguanno e probabilmente il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani saranno a capo del partito di Alfano e sostenitori del governo delle larghe intese. C’è però chi molto dentro ai fatti della politica ciociara non crede che le posizioni siano davvero divise e inconciliabili. Molti ritengono sia più una furbata locale di quanti, ormai coscienti che la rendita di posizione degli ultimi anni è al termine, cercano di occupare più spazi possibili da posizioni differenti per poi trovarsi dinuovo insieme. Per esempio: ve lo immaginate che consenso può avere in ciociaria Alfredo Pallone senza l’apporto di Abbruzzese, Mister preferenze nelle due ultime consultazioni regionali? E lo stesso Pallone è davvero ora più amico di Cicchitto che di Tajani, o si è allontanato da I perché l’ingombrante figura di Cusani, già presidente della Provincia di Latina mette in serio dubbio la sua (ri)candidatura alle Europee? E Tajani, anche lui ciociaro può schierarsi apertamente contro il governo che, in primavera dovrà (ri)nominare i ministri in Europa? Insomma nel frusinate sembra più una «conta alla ciociara», una ricetta più simile alle famose fettuccine locali. Questa volta però sembra più difficile che gli ingredienti della «buona cucina» vadano al posto giusto. Il rischio è che qualcuno possa fare la fine del’«abbacchiato allo scoppiettato» e scottarsi davvero politicamente.
A Frosinone scoppia il «pasticcio alla Ciociara»
Francesco Puglisif.puglisi@iltempo.it FROSINONE Il caso Pdl finirà per avere ripercussioni anche in Ciociaria. In un territorio da decenni amico del centro-destra ora l’elettorato moderato si...