Politica

I big democratici si schierano con Cuperlo

Daniele Di Mariod.dimario@iltempo.it Gianni Cuperlo vince nella Capitale e nelle province di Viterbo e Frosinone, mentre Matteo Renzi sbanca la provincia di Roma, dove supera lo sfidante di oltre...

Gianni Cuperlo vince nella Capitale e nelle province di Viterbo e Frosinone, mentre Matteo Renzi sbanca la provincia di Roma, dove supera lo sfidante di oltre 5.000 tesserati vincendo così anche nel Lazio. Il dato romano e laziale della convenzione nazionale - il primo round del congresso per la segreteria del Pd, cioè la conta degli iscritti - disegna la geografia Dem all’ombra del Cupolone, dove i big Pd blindano la mozione Cuperlo. Anche se spicca il silenzio assordante del «kingmaker» Goffredo Bettini , ideatore di Campo Democratico ma che, per la segreteria, non ha espresso alcuna preferenza tra Renzi e Cuperlo. Ma chi sono i renziani romani? C’è l’ex ministro e deputato Paolo Gentiloni , candidato senza successo alle primarie a sindaco e padre putativo del candidato alla segreteria romana Tobia Zevi . Ma ci sono anche la deputata Lorenza Bonaccorsi e la consigliera comunale Valentina Grippo . C’è poi il deputato reatino Angelo Rughetti (ex segretario generale Anci e vicino al ministro renziano Graziano Delrio, già presidente Anci). Ai renziani della prima ora bisogna poi sommare coloro che hanno deciso di sostenerne la candidatura a segretario. Tra loro il sindaco di Roma Ignazio Marino . Ma a schierarsi con il «rottamatore» c’è soprattutto AreaDem che fa riferimento al ministro per i rapporti col Parlamento Dario Franceschini e all’eurodeputato David Sassoli . AreaDem vuol dire voti. Tanti, come dimostra il dato della provincia di Roma dove a fare la parte del leone è stato il senatore Bruno Astorre e con lui il presidente del Consiglio regionale Daniele Leodori . Ma a girare tanti iscritti al «rottamatore» sono stati a Rieti il deputato Fabio Melilli , a Frosinone il senatore Francesco Scalia , a Latina il senatore Claudio Moscardelli . Tutti porteranno alle europee la coppia David Sassoli - Silvia Costa , operazione da decine di migliaia di preferenze. Su Renzi anche la consigliera comunale e compagna di Franceschini Michela De Biase . A sostenere la mozione del sindaco di Firenze ci sono poi i lettiani di Marco Di Stefano (in Regione Rodolfo Lena e in Assemblea Capitolina Antonio Stampete ), i consiglieri regionali ex Ds Riccardo Agostini e Marco Vincenzi e i veltroniani, tra cui Roberto Morassut . Ma su Renzi è confluito anche qualche zingarettiano: il consigliere regionale Eugenio Patanè e il capogruppo in Campidoglio Francesco D’Ausilio . Renzi, insomma, ha avuto ampio seguito tra gli esponenti Dem delle province. Ma nella Capitale il «rottamatore» non è passato. La nomenklatura, la vecchia guardia del Nazareno, si è ricompattata al congresso romano chiudendo l’accordo su Nicola Cosentino segretario e Tommaso Giuntella presidente del partito locale, blindando la mozione Cuperlo: il dalemiano a Roma ha vinto col 54,04%, 5.608 tessere contro le 3.443 (33,18%) di Renzi. Un numero insufficiente a compensare la marea di tessere di Astorre in provincia, ma capace di segnare un dato politico rilevante all’ombra del Colosseo, dove i big Pd hanno scelto il candidato dalemiano. Tra loro ci sono il segretario regionale e deputato Enrico Gasbarra e il governatore Nicola Zingaretti , tessitori del congresso unitario che ha ricompattato i cuperliani divisi sulla sfida Cosentino - Giuntella . Hanno votato Cuperlo gli zingarettiani (il vicepresidente della Pisana Massimiliano Valeriani e il deputato Marco Miccoli ), i popolari (oltre a Gasbarra , il deputato ed ex ministro Giuseppe Fioroni , i consiglieri regionali Gianfranco Zambelli ed Enrico Panunzi , il presidente dell’Assemblea Capitolina Mirko Coratti e i consiglieri Daniela Tiburzi e Maurizio Policastro ), i deputati dalemiani Umberto Marroni e Michaela Campana (con loro il consigliere regionale Mario Ciarla , l’assessore comunale Daniele Ozzimo e il consigliere comunale Pierpaolo Pedetti ), i giovani turchi Matteo Orfini e Stefano Fassina , il deputato Michele Meta e, ovviamente, il neosegretario romano Lionello Cosentino .

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