L'Aula della Camera boccia la mozione di sfiducia presentata dal M5S contro il ministro della Giustizia Cancellieri. I no alle dimissioni sono stati 405, i sì 154, 3 gli astenuti. Nel suo discorso il ministro ha rimandato al mittente le critiche e ha sottolineato, di nuovo, la correttezza del suo comportamento nella vicenda della scarcerazione di Giulia Ligresti. Prima del voto sulla mozione, il ministro ha spiegato che la comunicazione al Dap effettuata sulla Ligresti "è stata del tutto analoga a quelle che vengono fatte per altri casi di detenuti. Il 19 agosto - ha ricostruito il Guardasigilli - ho informato i vertici del Dipartimento Amministrazione Penitenziaria delle condizioni critiche di salute della detenuta, che si trovava in custodia cautelare. Condizioni critiche che mi erano state comunicate dallo zio, Antonino Ligresti, al quale sono legata da un lungo rapporto di amicizia. Si trattava, peraltro, di una situazione che era già nota sia alla magistratura torinese che all'amministrazione penitenziaria in quanto, cinque giorni prima della mia telefonata, il direttore dell'istituto di Vercelli in cui era detenuta Giulia Ligresti, aveva trasmesso all'autorità giudiziaria di Torino una relazione medica che attestava la gravità delle sue condizioni di salute". Dunque, "non vi è stato nessun inconsueto zelo, né una anomala tempestività, meno che mai generata da un mio intervento, come adombrato da qualcuno - ha sostenuto Cancellieri - ma una ordinaria attività di prevenzione che si è sviluppata in maniera assolutamente autonoma come dimostra la scansione temporale degli avvenimenti". Il Guardasigilli, quindi, ha respinto "con assoluta fermezza il sospetto che l'esito della vicenda processuale di Giulia Ligresti sia la conferma dell'esistenza di un'odiosa giustizia di classe, che distingue tra detenuti di serie A e di serie B, tra quelli ricchi e quelli poveri". L'esito del voto sulla mozione è stato scontato. «La sfiducia al ministro Cancellieri è una sfiducia al governo. È un atto politico e come tale va affrontato. Per questo chiedo al Pd di comportarsi con responsabilità». Il premier Enrico Letta aveva chiuso così ieri il dibattito tra i Dem, di fatto blindando il ministro. A questo punto anche quelli che avrebbero votato per le dimissioni della Cancellieri, come i renziani e Civati, confermeranno la fiducia al ministro. Attacca il M5S: "Ministro, con il suo comportamento ha perso la fiducia degli italiani", ha esordito Andrea Colletti, primo firmatario della mozione di sfiducia alla Cancellieri, nella dichiarazione di voto del Movimento 5 Stelle in Aula alla Camera. "Un ministro che ha in mano il destino di una comunità non si mette a disposizione di una famiglia dedita alla truffa, alla corruzione, alla frode finanziaria". Malumori nel Pd. Critico soprattutto Giuseppe Civati, che parla di "ricatto" da parte di Enrico Letta, e che ha attaccato anche Cuperlo, reo, secondo Civati, di aver avuto parole di "disprezzo" per la sua posizione politica: "Il Pd si merita un altro gruppo dirigente, persone che non facciano gli stronzi con le minoranze" ha detto l'ex consigliere regionale lombardo. Ma il segretario Epifani spiega: "Il Pd ha chiesto al ministro della Giustizia di dimostrare nei fatti che è davvero imparziale. Le diciamo di andare avanti, ma anche che non con le parole ma con i fatti ci sia da parte sua l'impegno con forza a rimuovere una parte di questa critica, trovi lei il modo anche visibile per consentire a chiunque di poterle fare una telefona o accedere a una procedura così che chi non ha voce possa farsi ascoltare. E dia una maggiore attenzione nei confronti del tema delle carceri".
Bocciata la mozione di sfiducia contro la Cancellieri
Il ministro della Giustizia in Aula: nessun favore ai Ligresti. E Civati attacca Cuperlo e il Pd
