Federica, 34 anni, scoppia in un inconsolabile pianto nervoso. Salvatore, 31 anni, inizia a prendere a calci la transenna che divide i manifestanti dall’ingresso del Campidoglio. Non c’è sollievo fra i 200 concorsisti rimasti fino a sera davanti a Palazzo Senatorio, specialmente dopo le parole del vicesindaco Nieri, che da una parte sancisce il proseguo dei concorsi ma dall’altra parla di «gravi irregolarità» e annuncia di aver spostato tutto alla magistratura. «Ci sentiamo presi per i fondelli», avverte uno dei 22 delegati delle altrettante procedure concorsuali. «Continuano a darci dei raccomandati – racconta Raffaele – Ma quali irregolarità hanno riscontrato? Non c’è stata data risposta». La protesta è iniziata presto, ieri mattina. In 300 hanno sventolato le loro buste bianche a Piazza Santi Apostoli. In 500 hanno firmato ai banchetti per la nascita del Comitato «22 procedure per la giustizia». Tanti gli striscioni di protesta: «Raccomandati a nostra insaputa», recita il più grande. E poi i cori contro Marino: «Buffone! Buffone!», quello più ricorrente. «Ci vogliono penalizzare per stabilizzare i precari, quelli messi là dalla politica», afferma qualcuno. Gli aspiranti vigili sono chiari: «Hanno messo Antonella Caprioli a giudicare l’operato delle commissioni, quando ne presiedeva una ed era presente in altre due». Alle 12 una delegazione viene ricevuta dal vicesindaco Nieri. Tanto è l’astio verso l’attuale Giunta, che perfino l’ex sindaco Gianni Alemanno incassa un fragoroso applauso al suo arrivo. Intanto l’incontro con il vice di Marino è solo interlocutorio. Dopo 10 ore di attesa, l’amara sorpresa. Mentre crescono rabbia e indignazione dei ragazzi. Che si chiedono: «Sì, ma Marino? Chi l’ha visto?» Intanto, se il Comune, sulla base del risultato delle indagini affidate alla Procura, dovesse decidere di annullare le prove scritte sostenute dai circa 30 mila candidati, si aprirebbe la strada della class action. Le associazioni dei consumatori hanno già preparato i moduli necessari per il risarcimento del danno in sede civile. «In questo modo i concorrenti non dovranno sobbarcarsi delle spese legali, oltre a quelle già sostenute per partecipare alle selezioni», spiega Ivano Giacomelli, segretario nazionale del Centro per i diritti del cittadino (Codici). Le posizioni verranno poi valutate singolarmente per quanto riguarda le chance che ogni candidato aveva di superare il concorso. Senza contare le ricadute dal punto di vista morale nel vedersi privati di un posto di lavoro a tempo indeterminato, per chi aveva già superato le selezioni orali. «È vergognoso comunque che si sia arrivati a questo punto», commenta Ivano Giacomelli. Un’altra azione legale potrebbe essere intentata invece dalla Praxi, la società che ha fornito al Comune le buste "incriminate" e tutti gli altri materiali usati nel concorsone. Comunque si concluda la vicenda il danno di immagine è gravissimo, trapela tra le maglie strette del no comment ufficiale. Anche perché in questo fine settimana di verifiche non ci sarebbe stato nessun contatto tra il Campidoglio e la società torinese. In ogni caso da ieri sera l’intelocutore è cambiato: è la magistratura.
«E ora portiamo Marino in tribunale»
Doccia fredda dopo una giornata di proteste. La class action è già pronta