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La «misericordina» di papa Francesco

Piazza San Pietro Il Pontefice mostra la «medicina» per il cuore: nella scatola c’è un rosario Distribuite tra i fedeli 20mila confezioni. Monsignor Krajevski: è un mezzo di prevenzione

Perché esiste il dolore? La morte, la malattia. Perché le lacrime non possono essere solo di gioia. Dio cosa vuole! Perché un giorno si manifesta in un volto che sorride, amico, e poi svanisce insieme alla speranza lasciando la sua creatura in un baratro buio che fa male, anche fisicamente. «Cari fratelli e sorelle, buon giorno!»: così ha dato il benvenuto, ieri, Papa Francesco ai sessantamila fedeli presenti in piazza San Pietro per l’Angelus. C’erano famiglie, associazioni e gruppi, giunti da Roma, dall’Italia e da tante parti del mondo, come Spagna, Francia, Finlandia, Paesi Bassi. Con semplicità, la stessa a cui ha abituato tutto il popolo di Gesù, si è affacciato, ha salutato con un gesto della mano, senza trascurare alcuno. A tutti ha rivolto parole d’amore, di speranza, un sorriso solare come la bella domenica che dell’autunno non ne vuole proprio sapere. Parole che guariscono dai tormenti, dalle perdizioni, dagli sconforti. Che combattono, anzi, i tormenti, le perdizioni, gli sconforti. Invita, forte e deciso come il suo Credo, a non lasciarsi ingannare dai falsi messia, santoni, i falsi salvatori che tentano quotidianamente di sostituirsi a Gesù. Loro, imbellettate pantomime, aumentano e cercano di attirare attorno a sé le menti e i cuori, specialmente quelle dei giovani, fragili cristalli che vanno protetti, rassicurati. Paralizzati, oggi, dalla paura. È questo il tempo dell’attesa, il tempo della testimonianza e della perseveranza. Discernimento è la parola meravigliosa. Capire dove è lo spirito del Signore e dove è il cattivo spirito, è necessario. La subdola paura non deve essere un sentimento da provare, né davanti alle calamità naturali, né davanti alle guerre. Solo Gesù può salvare dal fatalismo e dalle false visioni apocalittiche. Le prove del dolore che minano l’esistenza umana dovranno essere superate con una fede d’azione. Restare immobili, non porterà giovamento per le anime messe a dura prova. La perseveranza salverà la vita. Speranza e pazienza saranno le due alleate preziose. Dopo l’Angelus del Papa, ecco spuntare la «Misericordina», promossa da monsignor Konrad Krajevski, elemosiniere pontificio: «Come mezzo di prevenzione si assume una volta al giorno e in casi urgenti si assume tante volte quante chiede la tua anima. La posologia è identica per bambini e adulti». E ventimila scatolette della «medicina», con tanto di illustrazione di un miocardio e di un tracciato cardiaco, sono state distribuite in piazza San Pietro. I bugiardini al suo interno, realizzati in italiano, polacco, inglese e spagnolo, spiegano quando occorre farne uso. «Prendetevela! C’è una corona del Rosario, con la quale si può pregare anche "la coroncina della Divina Misericordia", aiuto spirituale per la nostra anima e per diffondere ovunque l’amore, il perdono e la fraternità. Non dimenticatevi di prenderla perché fa bene al cuore, all’anima e a tutta la vita». Snocciolare 50 grani per il cuore è la ricetta del Papa, non del farmacista.

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