La scissione del Pdl con lo strappo di Alfano, proietta un’ombra di incertezza sull’esame della legge di Stabilità. È prevedibile che Berlusconi appesantisca gli attacchi all’attuale struttura dell’ex Finanziaria, rivendicando cambiamenti radicali soprattutto sui temi delle imposte per la casa e delle misure fiscali. Per Alfano si tratta invece di evitare stravolgimenti del testo, mantenendo però l’impegno di non mettere nuove tasse. La legge di Stabilità diventerà la prima piattaforma elettorale sulla quale si daranno battaglia Alfano e Berlusconi, per strapparsi fette di consensi. Berlusconi ha già cominciato, accentuando la posizione anti-europeista e sottolineando che la legge di Stabilità «così come è stata fatta, non porterà da nessuna parte». C’è da attendersi che cavalcherà fino alle streme conseguenze la tesi dell’Europa come cabina di regia di una politica tutta improntata sul rigore a danno dello sviluppo. Per Alfano si tratta invece di mediare tra le richieste dell’elettorato di centrodestra ostile a nuove tasse specie sugli immobili e le esigenze del governo che deve rispettare gli impegni con Bruxelles. Spetterà all’alfaniano D’Alì, relatore al Senato, trovare la quadratura del cerchio, realizzando un accordo con il Pd sull’imposta per gli immobili, eliminandola dall’abitazione principale e sugli sconti per le cartelle esattoriali. Gasparri, vicepresidente del Senato e lealista, ha già detto chiaro e tondo che sulla Stabilità «ognuno parla per sé». «Noi con Berlusconi valuteremo i contenuti. E se qualcuno non difendesse ad esempio la casa tradendo milioni di famiglie, noi non potremmo votare a favore delle tasse. Quindi parleremo noi quando saranno messi in votazione i nostri emendamenti. Anche sotto il profilo procedurale i nuovi fatti avranno immediate ripercussioni sull'andamento dei lavori perchè noi parleremo per noi». Intanto il governo punta a tagliare il traguardo della Stabilità prima del 27 novembre, data faditica per la votazione sulla decadenza di Berlusconi. Il viceministro Fassina si lancia in una previsione: la Commissione Bilancio dovrebbe finire i lavori entro giovedì prossimo e poi si va in Aula e credo che vi possano essere tempi molto stretti. E sulle tasse si fa sentire anche la Confcommercio che ricorda come lapressione fiscale abbia superato il 44%.
Sulla Stabilità prove di forza tra scissionisti e lealisti
Strategie La manovra diventa il terreno di scontro nel centrodestra Duello su fisco e casa per strapparsi consensi in chiave elettorale
