Berlusconi ha preferito ironizzare: «Nuovo centrodestra? Potevano scegliersi un nome più efficace, soprattutto considerando chi lo compone...». In realtà gli alfaniani potrebbero essere davvero costretti a cambiare la sigla per le loro pattuglie parlamentari, perché lo stesso nome è stato brevettato nel marzo del 2011 da Italo Bocchino, ex colonnello finiano. A norma di legge, ora quella sigla è di proprietà di Bocchino per almeno 5 anni - fino a marzo 2016 - se non dovesse utilizzarla, mentre diventerà definitivamente sua in caso di utilizzo. Il 30 ottobre scorso, uno stretto collaboratore di Alfano si era recato all’Ufficio Brevetti proprio per registrare il nome, ma non ha ottenuto il permesso. All’ex segretario del Pdl, quindi, restano due strade: scegliere un’altra sigla o fare una telefonata a Bocchino per «trattare» il passaggio del testimone. Della circostanza ha approfittato per ironizzare Maurizio Gasparri: «Beh, rubare un nome ai finiani è già un programma - ha scritto il senatore del Pdl su Twitter - ma tanto è provvisorio in attesa del centrino». La terza via potrebbe essere raccogliere un consiglio di Berlusconi: «Visto che abbiamo già i Fratelli d’Italia, potrebbero chiamarsi Cugini d’Italia» ha scherzato l’ex premier durante il Consiglio nazionale. Attirandosi, a sua volta, l’ironia di Giorgia Meloni: «Ok, ma allora Forza Italia dovrebbe chiamarsi Nonni d’Italia».
«Nuovo Centrodestra»? Appartiene a Bocchino
Berlusconi ha preferito ironizzare: «Nuovo centrodestra? Potevano scegliersi un nome più efficace, soprattutto considerando chi lo compone...». In realtà gli alfaniani potrebbero essere davvero...
