Politica

Il padre, il figlio e la porta aperta

di Gian Marco ChiocciNel nome del Padre (Silvio), del Figlio (Alfano) e dello spirito antico (Forza Italia). Il funerale della grande famiglia e il battesimo del neonato partito, Berlusconi li...

Nel nome del Padre (Silvio), del Figlio (Alfano) e dello spirito antico (Forza Italia). Il funerale della grande famiglia e il battesimo del neonato partito, Berlusconi li celebra in tono dimesso, frasi e concetti del ’94, con un invito a non infierire sui «traditori» che a detta dei falchi si ritroveranno presto con tanti ex democristiani. Quel che sappiamo oggi è che Angelino il quid l’ha tirato fuori, ha tenuto duro, e ha deciso di giocare una partita che può avere una concreta possibilità di riuscita solo col Cavaliere abbattuto dalla clava giudiziaria e dalla scure anagrafica. Ma anche da decaduto il Cavaliere potrebbe spiazzare tutti giocando la carta, sempre smentita, della figlia Marina: un cognome, una garanzia, sulla scheda elettorale. Sorprende la decisione dell’ex delfino di correre alle Europee perché il tempo è tiranno, e i voti e i soldi per vincere ce li ha solo Berlusconi. Che ieri ha suonato la carica con una sofferenza evidente per i bisticci nel Pdl e la condanna incombente. Va detto però che dopo notti insonni e lacrime amare, il partito è scosso e sgomento. Anche perché padre e figlio si sono lasciati vicendevolmente la porta aperta, correranno da soli ma orbitando nella stessa coalizione. Divisi ma uniti, nemici ma ancora amici. Quanta sofferenza per nulla. È Farsa Italia.

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