E vissero tutti infelici e scontenti. Non è a lieto fine la favola del Pdl. Finisce com’era destino dovesse finire, col figliolo prediletto che non se l’è sentita di rinnegare se stesso dopo aver già rinnegato il Padre alla precedente fiducia, e con i fratelli lealisti pronti a consumare vendette facendo morire Sansone-Letta con tutti i filogovernativi. La giornata più lunga e sofferta del partito del Cav ha lo stesso epilogo di quella consumata in quel consiglio nazionale dove l’Alfano di allora puntò l’indice contro l’uomo che l’aveva sdoganato e al quale, per ragioni anagrafiche, proprio come per Angelino, avrebbe un giorno ceduto lo scettro. Con la vittoria dei falchi, le colombe sanciscono la scissione dell’atomo berlusconiano e a meno di sorprese dell’ultima ora si vivrà da separati in casa in due partiti differenti: c’è chi continuerà a governare insieme al Pd che voterà per la decadenza del Padre, e chi invece si batterà dall’opposizione per mandare a casa i figli ingrati e andare al voto. Tirando le somme hanno perso un po’ tutti. Che almeno ora non si perda altro tempo; dopo la separazione ratificate subito il divorzio oppure pensate a ricucire in extremis, sennò andate al voto o cercate un nuovo accordo. Fate quel che vi pare ma fatelo in fretta. L’Italia affonda. Tornate a bordo, cazzo.
Qui affondiamo tornate a bordo
di Gian Marco ChiocciE vissero tutti infelici e scontenti. Non è a lieto fine la favola del Pdl. Finisce com’era destino dovesse finire, col figliolo prediletto che non se l’è sentita di rinnegare...