Politica

«I rifugi ideali? Piccoli presidi sanitari»

La dottoressa Rosalba Matassa, responsabile dell’Unità Operativa per la tutela degli animali d’affezione del Ministero della Salute, gira l’Italia, da Trieste a Lampedusa, per verificare sul campo le...

La dottoressa Rosalba Matassa, responsabile dell’Unità Operativa per la tutela degli animali d’affezione del Ministero della Salute, gira l’Italia, da Trieste a Lampedusa, per verificare sul campo le condizioni di cani e canili, agendo spesso su segnalazione di cittadini, istituzioni e associazioni. La task force di esperti ministeriali, attivata nel 2010, che intervengono su più fronti, dalla lotta al randagismo alle denunce per maltrattamenti, ha tracciato un quadro preciso della situazione . Confrontando i dati degli animali ospitati nei canili autorizzati riferiti all’anno 2011, per esempio, emerge che il Lazio spicca in negativo collocandosi ai primi posti, con 12.905 animali suddivisi in 61 strutture, vicino alla Sicilia (17.510 animali) e alla Campania (19.181). Paradossalmente, salendo al nord, la Lombardia che può contare su 108 strutture autorizzate, risulta anche tra le regioni più «virtuose» per numero di cani ospitati, che si fermano a 5.519 unità. Dottoressa Matassa, qual è la giusta via di mezzo? «L’obiettivo è ridurre canili e rifugi al minimo indispensabile favorendo piccoli presidi sanitari distribuiti sul territorio». Per quali motivi ricevete più richieste di intervento? «Le segnalazioni principali riguardano la cattiva gestione dei luoghi, la mancata sterilizzazione degli animali, spesso i Comuni sostengono di non avere abbastanza fondi per la lotta al randagismo, o il divieto di accesso alle strutture per i volontari». Il canile ideale quanti animali dovrebbe ospitare? «Ogni caso ha le sue particolarità, per esempio l’Enpa a Perugia gestisce una struttura con 400 cani che però funziona molto bene: di norma, i canili dovrebbero essere di ridotte dimensioni, abbiamo ipotizzato un massimo di 200 cani, arrivare fino a 800 è inaccettabile». Quanto si dovrebbe spendere, invece, per mantenere un animale in un canile? «In alcune regioni si toccano i 50 centesimi al giorno e in altre si arriva a 10 euro, in entrambi i casi, con un importo troppo basso o troppo alto, c’è qualcosa che non va: 3.50 o 4 euro al giorno va bene». I canili dovrebbero essere pubblici o privati? «Possibilmente pubblici, ma anche la convenzione con i privati va bene se non si ravvisano finalità di business». Quale investimento coincide il benessere degli animali? «I cani sono animali sociali, non devono stare rinchiusi, l’obiettivo è ridurli puntando su prevenzione, dall’anagrafe canina e dal controllo sul territorio, sterilizzazioni e campagne di adozioni».

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