Un partito a due teste quello uscito dal congresso romano del Pd. Lionello Cosentino ne prenderà le redini, coadiuvato alla presidenza da Tommaso Giuntella. Due volti che richiamano rispettivamente a Matteo Renzi e a Gianni Cuperlo. Stessa foto che si proietta nei consigli di Regione e Campidoglio. Una realtà locale che vede i renziani in maggioranza anche se "divisi" tra i "puri" che sostenevano il giovane Tobia Zevi e l’area dem più vasta, e più esperta, che ha puntato su Cosentino, messo in campo, ricordiamo da Goffedo Bettini di Campo democratico. È ancora lui, lo stesso del resto che ha indicato il candidato sindaco Ignazio Marino a tenere ben salda la Capitale. Nel particolare. Dei consiglieri romani eletti alla Regione Lazio, sono riferibili alla "doppietta" Cosentino-Renzi due su otto. Nel particolare: il capogruppo Marco Vincenzi, Riccardo Agostini. Scelgono invece il ticket Cuperlo-Cosentino i consiglieri Massimiliano Valeriani e Gianfranco Zambelli. Schierati nel duo "orignale" Cuperlo-Giuntella invece Fabio Bellini, Mauro Buschini, Mario Ciarla. Fedele al binomio Renzi-Zevi, Eugenio Patanè. Alla Pisana di fatto, considerata anche la posizione dei consiglieri delle altre province a livello nazionale "vince" Renzi 7 a sei. Schema simile in Campidoglio dove su 19 eletti in Aula Giulio Cesare ben 10 sono con Renzi, 9 con Cuperlo 12 con Cosentino. Nel particolare, sono riferibili al ticket Renzi-Cosentino: il capogruppo Francesco D’Ausilio, Athos De Luca, Michela Di Biase, Alfredo Ferrari, Valentina Grippo, Dario Nanni, Fabrizio Panecaldo, Antonio Stampete. Poi c’è per così dire un binomio "disgiunto" che vede i consiglieri capitolini prendere posizioni diverse a livello nazionale e locale. È il caso di chi ha scelto il ticket Cuperlo-Cosentino, ovvero: il presidente dell’Assemblea capitolina Mirko Coratti, Maurizio Policastro, Ilaria Piccolo e Daniela Tiburzi. Su Cuperlo-Giuntella invece: Valeria Baglio, Erica Battaglia, Gianni Paris, Pierpaolo Pedetti, Giulia Tempesta. Per il ticket originario Renzi-Zevi Orlando Corsetti e Marco Palumbo. Conti alla mano, è la corrente renziana a uscire vincitrice da quelle che possono considerarsi a tutti gli effetti primarie nazionali. La Capitale infatti per numero e spessore ha sempre "dettato" la linea nazionale del Pd. Una scelta, quella di uomo di esperienza come Cosentino, che alla fine ha unito il partito locale. L’auspicio è quello infatti di ingranare una marcia finora mancante. Anche e soprattutto in Campidoglio, dove il rapporto col sindaco «marziano» deve ancora ingranare completamente in una situazione a dir poco complessa per l’amministrazione capitolina. La conferma da un’attività del consiglio comunale praticamente paralizzata. Per questo su Cosentino, già capogruppo in Campidoglio, assessore alla Regione e senatore, c’è stato alla fine un consenso praticamente unanime. È lui infatti la persona più indicata per ricompattare un partito che a Roma ha vissuto gli ultimi cinque anni in un clima di contrapposizione tale da creare un «Pd Roma» da una parte e un «Pd Campidoglio» dall’altra. Un’epoca che da oggi si auspica chiusa.
Ecco chi sono i renziani della Capitale
Il sindaco di Firenze preferito alla Pisana e in Campidoglio Gianni Cuperlo però è dietro di un soffio. Partita tutta da giocare
