Politica

Pd all’ultima spiaggia Copia e poi ci ripensa

Proposta simile al Pdl sulla vendita Ma il partito si spacca e fa marcia indietro

È caos sulla vendita delle spiagge. In Commissione bilancio del Senato, dove è in corso l’esame degli emendamenti alla legge di Stabilità, esplode il caso della dismissione delle aree demaniali marittime che insieme agli sconti sull’Irpef e alla nuova tassazione degli immobili è il terreno su cui si stanno consumando scontri ma anche prove di convergenza tra Pdl e Pd. Nove senatori Democratici che a inizio giornata avevano presentato un emendamento fotocopia a quello del Pdl sulla vendita delle spiagge, in serata sono stati costretti a ritirarlo dopo il fuoco incrociato di Verdi, Sel e M5S ma anche degli stessi colleghi di partito. La proposta finita sotto accusa prevedeva la vendita delle aree su cui sorgono gli stabilimenti balneari, sinora in concessione. L'unica differenza rispetto all’emendamento del Pdl riguardava la prelazione legale che per il Pd non doveva valere per l'attuale concessionario dello stabilimento balneare. Il relatore del ddl Stabilità, D’Alì del Pdl, aveva lasciato intendere che un’intesa tra Pd e Pdl era possibile su questo tema come sulla rottamazione delle cartelle esattoriali. Parole che hanno infuocato di più il dibattito e costretto il relatore della legge per i Dem, Giorgio Santini a intervenire, negando accordi in vista con il Pdl. Poi era intervenuto in modo più duro il ministro Orlando in quota Pd: le norme sono politicamente inaccettabili e tecnicamente sbagliate. Di lì a poco il dietro front dei nove senatori che hanno ritirato l’emendamento anche se inizialmente aveva avuto il placet del sottosegretario all’Economia Baretta. Una posizione però rettificata dal viceministro all’Economia Stefano Fassina: «il governo è contrario alla privatizzazione ma l'incertezza delle aziende balneari sarà affrontata in modo da salvaguardare le loro specificità». Intanto si procede a tappe forzate sugli altri temi. Il Pd ha annunciato una potente sforbiciata dei circa mille emendamenti che saranno ridotti a circa 180. Un taglio drastico sarà effettuato anche dal governo alle centinaia di proposte di modifica presentate dai ministeri riducendoli a meno di dieci. Dal governo sarà presentata una norma per sostenere l'accesso delle pmi al credito attraverso la Cassa depositi e prestiti. Altro fronte caldo è quello dell’imposta sugli immobili. Il relatore D’Alì precisa che la nuova Tuc non prevede la tassazione della prima casa. «Costerebbe meno dell'Ici e consentirebbe di semplificare il quadro normativo». Perplessità da parte del governo sull’innalzamento della no tax area a quota 12.000 euro. Secondo Baretta «costerebbe troppo e non è sostenibile». Anche il viceministro Fassina, conferma la disponibilità del governo a migliorare l'Irpef, però «soprattutto per irrobustire le misure a favore dei redditi più bassi». Intanto il piano di riduzione della spesa pubblica è pronto. Il Commissario straordinario Carlo Cottarelli ha trasmesso al Comitato interministeriale per la Revisione della spesa il proprio programma di lavoro. Il piano indica gli obiettivi e gli indirizzi metodologici. Il Comitato interministeriale si riunirà nei prossimi giorni per esaminare il testo e incontrare il Commissario. Successivamente il programma di lavoro sarà trasmesso alle Camere.

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