Al momento, di concreto, c’è solo un voto. Quello che ha determinato la bocciatura dell’odg di Pd, Sc e Sel per il doppio turno in commissione al Senato. Decisivo il no del M5S. È la conferma di uno stallo. Attorno al voto a palazzo Madama, poi, c’è un corollario più ampio. E che non riguarda solo la legge elettorale. Riguarda il governo, riguarda le larghe intese. Di oggi e quelle, potenziali, del futuro. Tra l’altro, il tutto si svolge in una settimana decisiva per la politica. Una settimana che potrebbe finire con la spaccatura del Pdl e con quella, anche se contenuta nei numeri, di Scelta Civica. Due scissioni possibili e che hanno una direzione univoca: il centro. Un sistema proporzionale sarebbe quello più consono per le forze centriste, ma il peggiore per il possibile futuro segretario del Pd, Matteo Renzi. «Sentinella del bipolarismo», si è autodefinito il sindaco di Firenze che ha rilanciato sul maggioritario. Renzi ha ribadito che, prima dell’8 dicembre, presenterà una sua proposta sul modello del «sindaco d’Italia», un sistema che «fa capire, la sera delle elezioni, chi è che ha vinto». Poi ha specificato che questa battaglia la porterà avanti in Parlamento da segretario del Pd. Resta da capire con quali numeri. Ieri il doppio turno è morto in commissione Affari Costituzionali al Senato e non solo per colpa del Pdl da sempre contrario. Ma dei 5 Stelle. E poi anche nello stesso Pd non tutti sono compatti. Vedi Orfini che guarda con favore al modello tedesco. Tanto che tra gli avversari del sindaco affiora un sospetto. Dice il bersaniano Alfredo D’Attorre: «Speriamo che la polemica di Renzi contro un fantomatico super Porcellum non nasconda sotto sotto la volontà di tenersi il Porcellum». Ribatte la senatrice renziana, Isabella De Monte: «La posizione di Renzi è stata fatta proprio dai gruppi parlamentari dem. Chi come il collega D’Attorre insiste sul super-Porcellum, nasconde la vera intezione di propinarci larghe intese a vita». Nonostante la bocciatura dell’odg del Pd sul doppio turno, Luigi Zanda non getta la spugna: «Pensiamo che c’è ancora spazio per discutere. Vogliamo portare l’Aula a decidere in tempi molto rapidi, con una soluzione che decreti la cancellazione del Porcellum e consenta governabilità e possibilità di scelta degli elettori. A noi sembra che questo venga garantito con il doppio turno». Visto lo stallo al Senato, Roberto Calderoli propone il ritorno al Mattarellum, visto che «in commissione ci sono sette su nove ddl in favore del ritorno al Mattarellum e di questi sette, ben tre fanno capo ad autorevoli esponenti del Pd, che a loro volta esprimono le tre anime del partito: dalemiana, bersaniana e renziana». E dal Pd la senatrice renziana Rosa Maria De Giorgi conviene che il ritorno al Mattarellum potrebbe essere una strada da valutare, dopo la bocciatura del doppio turno.
I 5 stelle votano contro Doppio turno bocciato
Al momento, di concreto, c’è solo un voto. Quello che ha determinato la bocciatura dell’odg di Pd, Sc e Sel per il doppio turno in commissione al Senato. Decisivo il no del M5S. È la conferma di uno...