Politica

Pd e Pdl all’ultima spiaggia. Da vendere

La proposta del Pdl di alienare gli arenili fa infuriare il centrosinistra. Parte l’assalto alla manovra con tremila emendamenti

Scoppia la polemica sulla vendita delle spiagge. La proposta avanzata dal Pdl fa salire la temperatura sulla legge di Stabilità già messa a dura prova dalla valanga di emendamenti. Ne sono stati presentati 3.093 e la maggior parte si sono concentrati sul cuneo fiscale, la casa e le pensioni. Il Pdl chiede la «sdemanializzazione» di quei tratti di spiagge dove si trovano gli stabilimenti balneari. La proposta non è nuova. Nel 2005 ci provò l’allora vicepremier Giulio Tremonti che a sorpresa, in una intervista al Tg5 disse che se fosse dipeso da lui avrebbe «venduto con concessioni di cento anni tutte le spiagge e tutti gli stabilimenti marittimi». Il ricavato sarebbe servito a finanziare «grandi piani di turismo nel mezzogiorno». Scoppia la polemica e l’idea viene riposta in un casseto per essere ritirata fuori l’anno scorso in occasione del ddl Sviluppo. Ennesima bagarre al punto che il governo, in difficoltà su altri fronti, rischia di addirittura di scivolare. Ora il Pdl ci riprova ma l’opposizione non si è ammorbidita. Sergio Pizzolante, il senatore del Pdl che ha scritto l'emendamento spiega i dettagli del progetto: «il passaggio dal demanio al patrimonio dello Stato delle aree dove vivono i manufatti e le proprietà immobiliari degli stabilimenti balneari, con l'obiettivo della privatizzazione con diritto di opzione per i concessionari già esistenti. La restante parte delle concessioni (arenili e ombreggi) rimangono demanio pubblico, soggetto alla concorrenza». Questo intervento, secondo Pizzolante, «permette quindi di salvaguardare oltre 30mila aziende, e è un'operazione robusta di dismissione e valorizzazione del patrimonio dello Stato, per 5-10 miliardi». A chi ha alzato le barricate replica che si stanno facendo delle strumentalizzazioni. «Non si vendono gli arenili, ma solo le aree dove vivono gli immobili che sono dei privati. Ed è questa la grande occasione per un'opera di riqualificazione delle strutture turistiche italiane». Il Pd concentrato sui suoi emendamenti non si sbilancia ma rimane freddo. Danno battaglia invece gli ambientalisti e Sel. Il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci, parla di misura «impresentabile che offende la dignità del Paese». E poi ironizza: «Aspettiamo solo che qualche emulo di Totò proponga di vendere la Fontana di Trevi». Rincara la dose il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli - È una cosa semplicemente schifosa» - e annuncia che gli ambientalisti «sono pronti alle barricate e a incatenarsi al Parlamento per fermare questo vero e proprio furto». Sel, con il presidente Nichi Vendola, afferma che il partito «non permetterà in alcun modo un altro colossale scempio delle coste del nostro Paese». Ma il relatore del partito in commissione Bilancio, Antonio D'Alì, dice no al «fodamentalismo» degli ambientalisti. Altro tema caldo è quello delle pensioni. Tutti i partiti puntano ad evitare una eccessiva penalizzazione di quelle più basse. Il Pdl vuole far scattare il blocco dell’indicizzazione solo per quelle oltre 6 volte il minimo e solo per i pensionati che hanno meno di 68 anni. Anche il Pd chiede di rintrodurre l’adeguamento al costo della vita per le pensioni basse, sopra i 1.500 euro ma suggerisce di colpire, con un prelievo, le pensioni d’oro oltre i 90 mila euro l’anno. Il Pd propone anche di mandare in pensione a 62 anni con penalizzazione dell’8%. È già scontro sulla casa. Il Pdl non vuole l’imposta sulla prima casa e chiede che la nuova imposta sulla nettezza urbana sia pagata in base ai rifiuti prodotti e non n base ai metri quadrati. Per il Pd invece la tassa sugli immobili dovrebbe essere allegerita con il ritorno delle detrazioni per i familiari a carico. Intanti con la prossima settimana entra nel vivo la mobilitazione unitaria, promossa da Cgil Cisl Uil, per cambiare la legge di Stabilità. A partire da domani e fino a venerdì 15, tutte le province d'Italia saranno interessate dallo sciopero nazionale proclamato dai sindacati confederali lo scorso 21 ottobre. Un programma intenso, fatto di quattro ore di sciopero che coinvolgeranno i lavoratori di tutti i settori e che si articoleranno a livello territoriale, con decine di iniziative in programma nei prossimi giorni. Le rivendicazioni alla base della mobilitazione Cgil Cisl Uil, sintetizzate in una piattaforma, mirano a colpire sprechi e rendite per dare più risorse ai lavoratori e ai pensionati. I sindacati chiedono infatti misure per diminuire le tasse sui lavoratori e sui pensionati, così come risorse per rivalutare le pensioni.

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