Politica

Papa Francesco: la tangente è come una droga

Secondo il Pontefice il malaffare degli amministratori viene socialmente accettato

Papa Francesco lancia l’«anatema contro la dea tangente». Afferma che «la corruzione toglie dignità». Prega per i tanti giovani che ricevono «il pane sporco», ovvero i guadagni frutto di tangente e corruzione. Sottolinea che la corruzione è come un piano inclinato. «Si comincia forse con una piccola bustarella, ma è come la droga, eh». Papa Francesco pronuncia queste parole durante l’omelia della messa mattutina nella Domus Sanctae Marthae. L’occasione è il Vangelo del giorno, che parla dell’amministratore disonesto. Questi, contestato dal padrone per la sua amministrazione, per cercare di salvarsi chiama uno a uno i debitori del padrone e gli condona parte dei debiti, in modo da essere da loro protetto quando il padrone lo caccerà via. E il padrone loderà questo amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. «L’abitudine della tangente - afferma Papa Francesco - è un’abitudine mondana e fortemente peccatrice. È un’abitudine che non viene da Dio». Parole che ricalcano quelle che il card. Jorge Mario Bergoglio aveva scritto nel 2005 nel testo «Guarire dalla Corruzione». Lì Bergoglio spiegava che la corruzione è l’erba cattiva del nostro tempo che si nutre di apparenza e accettazione sociale, si erge a misura dell’agire morale, e può consumare dall’interno, in atteggiamenti di «mondanità spirituale» quando non di «sclerosi del cuore», anche la stessa Chiesa. A Sanctae Marthae, Papa Francesco ricorda che «Dio ci ha comandato di portare il pane a casa con il nostro lavoro onesto! E quest’uomo, amministratore, lo portava, ma come? Dava da mangiare ai suoi figli pane sporco! E i suoi figli, forse educati in collegi costosi, forse cresciuti in ambienti colti, avevano ricevuto dal loro papà come pasto sporcizia, perché il loro papà, portando pane sporco a casa, aveva perso dignità! E questo è un peccato grave! Perché si incomincia forse con una piccola bustarella, ma è come la droga, eh!». La tangente diventa così una vera e propria dipendenza. Però Papa Francesco sottolinea che se c’è «una furbizia mondana» c’è anche una «furbizia cristiana, di fare le cose un po’ svelte. Non con lo spirito del mondo, ma onestamente». C’è un motto evangelico che sottolinea come un cristiano debba essere astuto come un serpente e semplice come colombe. Per il Papa è «una grazia dello Spirito Santo mettere insieme queste due dimensioni». Però non si deve generalizzare: «Qualcuno di voi potrà dire: "Ma questo uomo ha fatto quello che fanno tutti!". Ma tutti, no! Alcuni amministratori, amministratori di aziende, amministratori pubblici; alcuni amministratori del Governo...». E forse, dice Papa Francesco, i corrotti «non sono tanti», anche «se il fenomeno è diffuso e abbastanza accettato socialmente», per via di «quell’atteggiamento della strada più breve, più comoda per guadagnarsi la vita».

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