Politica

«Voglio essere un militante di An»

Storace parla della manifestazione di domani: «Il mio sogno è che cessi la guerriglia a destra»

«Tutto è iniziato a luglio di quest’anno, ad Orvieto, durante il comitato centrale del partito dove ho ricevuto il mandato unanime a lavorare per la costruzione di una nuova forza di destra». Francesco Storace parte da qui per spiegare e raccontare quello che accadrà domani a Roma quando, all’hotel Parco dei Principi tornerà in campo Alleanza Nazionale. Un’operazione nostalgia? Un ritorno al passato? «Non voglio veder morire le nostre idee». E il modo per tenerle vive è «scongelare» un simbolo accantonato 4 anni fa? «Abbiamo censito decine di soggetti politici figli della diaspora a destra. Il mio sogno è rimetterli insieme. E non ho alcuna ambizione di leadership, io voglio essere un semplice militante di An». Ma perché ritornare ad An? «Le rispondo con una domanda: perché Forza Italia è il futuro e An il passato? La nostra non è un’operazione nostalgia, che comunque non è un disvalore. An l’hanno sciolta loro, quattro anni fa. Ma quel simbolo è l’unico in grado di federare, di unire anche chi in passato lo ha avversato». Pensa alla Fiamma Tricolore di Luca Romagnoli? «Domani ci sarà lui. Ci sarà Fli che, dopo la sbandata, al centro, si riposiziona a destra. Ci sarà il primo ministro donna del Msi, Adriana Poli Bortone. Gente che si è combattuta, anche duramente, mette da parte i personalismi e avvia un percorso comune. Cosa osta allargare questo perimetro? Abbiamo idee, persone, contenuti perché non metterli insieme?». Dovrebbe chiederlo a Fratelli d’Italia che non sembra troppo entusiasta dell’operazione. Perché? «Quello che iniziamo non è un percorso che si concluderà in pochi giorni. La mia speranza è di riuscire a stare tutti uniti. Il leader, poi, verrà scelto attraverso le primarie e Giorgia (Meloni ndr ) ha tutti i numeri per vincere». Pensa riuscirete a presentare liste comuni alle Europee? «Mi piacerebbe che facessimo insieme la campagna elettorale. Stiamo aspettando di capire se l’Officina per l’Italia farà i "colloqui" annunciati con le altre forze politiche». Sarete alleati di Forza Italia? «Il primo obiettivo è riunire chi ha militato nella destra, poi guarderemo al centro. Oggi ci rivolgiamo agli elettori della destra con un simbolo, quello di An, e dei contenuti. Le cito quattro temi: sovranità, il primato dell’etica, la lotta all’immigrazione clandestina e al relativismo culturale. Non ci sono pregiudizi sulle alleanze, ma giudizi su i programmi su cui queste alleanze nascono». Quindi si sente più vicino alle colombe di Alfano o ai falchi di Fitto? «Bisogna vedere ciò che succede nel Pdl. Se si spaccano è presumibile che Forza Italia sarà un soggetto più radicale e quindi resterà poco spazio a destra. In ogni caso ripeto, io parto dai contenuti e se il programma è governare con Letta è chiaro che non ci sto. Ho fatto il ministro nel governo Berlusconi, ma con la mia bandiera». A proposito, ha sentito il Cavaliere? Cosa pensa? «L’ho visto qualche giorno fa quando gli ho proposto di svolgere i servizi sociali presso Il Giornale d’Italia. Gli ho spiegato che sto costruendo un fronte a destra, ma ora è presto. Di centrodestra, se è ancora necessario, se ne parlerà in futuro. Certo, finché sono alleati con il Pd non possono essere nostri interlocutori». E Fini? C’è lui dietro questa operazione? «Io non porto rancore, ma il mio ultimo contatto con Fini, dopo anni, è stato quando l’ho chiamato, su richiesta della moglie Marina, dal capezzale del povero Teodoro Buontempo. Recentemente gli ho mandato un sms dopo aver letto il suo libro. Ma è veramente provocatorio che qualcuno voglia ridurre tutta la fatica che stiamo facendo ad un’operazione "finiana". Il mio unico desiderio è che cessi ogni guerriglia a destra».

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