Politica

Riformare la Costituzione è la priorità dei cattolici

È difficile anche solo immaginare che l’Italia possa superare la sua gravissima crisi, senza modificare profondamente l’architettura istituzionale della Repubblica. Al tema della riforma...

È difficile anche solo immaginare che l’Italia possa superare la sua gravissima crisi, senza modificare profondamente l’architettura istituzionale della Repubblica. Al tema della riforma costituzionale è strettamente connessa, infatti, la possibilità concreta per l’Italia di uscire dalla crisi e ripartire, recuperando quel ruolo di protagonista che le compete. Sono queste le considerazioni alla base del confronto pubblico tra Carlo Costalli, presidente del Movimento Cristiano Lavoratori e il ministro Gaetano Quagliariello. «Nella nostra ottica - ha spiegato Costalli -, riformare la Costituzione significa perseguire e realizzare il grande disegno di ripensare, nel suo complesso, la seconda parte della Costituzione, per rilanciare, attraverso un "nuovo patto", la credibilità della politica e la legittimazione popolare delle istituzioni». Un invito quello del Movimento Cristiano Lavoratori al quale Quagliariello ha risposto positivamente. Il ministro nel suo intervento ha delineato in maniera netta le differenze storiche tra il tempo dei costituenti e la realtà odierna, ribadendo, in quella che si può definire a tutti gli effetti una vera e propria lezione di politica, la necessità di avviare le riforme: «Ho l’impressione - spiega il ministro - che siamo già ai tempi supplementari di quel ciclo della politicità che si è aperto nel 94». Non solo un riferimento al Pdl, ma anche un’analisi storica che chiarisce la necessità di trasformare le istituzioni, del resto «oggi in Italia - continua Quagliariello - abbiamo una crisi istituzionale che si somma alla crisi dei partiti. Come si può governare in questo contesto? Oggi un bipolarismo perfetto che vede mille parlamentari impegnati a fare le stesse cose rende i tempi per l’approvazione di una legge eccessivamente lunghi». Alle parole del ministro seguono quelle di Costalli che non ha dubbi: «Nella nostra ottica, e per il punto a cui sono arrivate le cose nel Paese, riformare la Costituzione non può significare soltanto limitarsi a mettere in atto alcuni interventi mirati esclusivamente a ridare un po’ di ossigeno e di efficienza ad un sistema politico-istituzionale ormai anchilosato ed ingessato. Significa, piuttosto, perseguire e realizzare il grande disegno di ripensare, nel suo complesso, la seconda parte della Costituzione».

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