Politica

«Non riusciamo a spendere 30 miliardi»

Letta chiede consiglio al premier irlandese Kenny sui finanziamenti «Da 30 anni usate le risorse brillantemente. Dateci una mano»

Anche l’Irlanda fa meglio di noi. Quando si parla di spendere i fondi europei, l’Italia ha un primato assoluto, ma in negativo. I circa 30 miliardi messi a disposizione dall’Unione europea restano inutilizzati anche se, con la crisi attuale, dovrebbero essere una manna. I motivi sono diversi: dalla lentezza della burocrazia all’incertezza nella predisposizione e nell’attuazione dei progetti. Così l’incontro tra il premier Enrico Letta e il collega irlandese Enda Kenny, si è anche trasformato in un’occasione anche per uno scambio d’opinioni su questo tema e vedere da vicino cosa fanno gli altri. E Letta non lo nasconde. «Ci piacerebbe fare bene come gli irlandesi visto che da 30 anni usate i fondi Ue brillantemente» ha detto il premier in una intervista all’Irish Time prima della colazione con Kenny, sottolineando che «l'Italia continua a non riuscire a spendere circa 30 miliardi di fondi strutturali e forse dovrebbe prendere lezioni da Dublino. Poi c’è stato un confronto sulla prossima presidenza europea dell’Italia. «La nostra presidenza sarà basata su una parola d'ordine: crescita. Ma c’è bisogno che tutti i Paesi siano impegnati su questo obiettivo». Il che vuol dire che una «cooperazione stretta con l’Irlanda sarà unprimo passo in avanti a cui seguirà un un altro passaggio importante quando insieme a Hollande saremo a discutere di disoccupazione giovanile». Quanto alla Germania l’auspicio è che «sia con noi sulla strada della legislatura della crescita. Anche la Germania capisce e capirà che è necessario che tutta l'Europa cresca». E nella prospettiva di dare carburante allo sviluppo dell’economia, «la decisione della Bce è un ottimo viatico» ha detto Letta commentando la decisione del presidente dell’Eurotower di tagliare i tassi. «La Bce ha a cuore le sorti della crescita e della competività dell'Europa. È una scelta importante e positiva, mirata a contrastare il raforzamento abnorme dell'euro». Letta ha messo in evidenza che il ribasso dei tassi «consentirà un riequilibrio del rapporto tra euro e dollaro. È un ulteriore stimolo ad andare avanti sulla strada delle riforme basate sulla saggezza e sui risultati giusti per uscire dalla crisi, passo dopo passo». Si è parlato anche di immigrazione e il premier ha riconosciuto il ruolo di Dublino, «l’appoggio importante per ottenere la possibilità che l'Unione Europea affronti la necessità di un cambio di passo sul tema delle migrazioni». Letta ha ricordato che «in 4 settimane di operazione Mare Nostrum l'Italia ha salvato 1.800 persone di cui 900 in pericolo vita, avremmo avuto altri 900 morti. Non si può continuare così. L'Italia sta facendo la sua parte ma non è sufficiente». Letta ha anche espresso soddisfazione per la partecipazione dell’Irlanda a Expo 2015. «È il viatico finale, dopo la decisione delal Gran Bretagna e degli Stati Uniti, per far sì che Expo sia quel successo per il quale stiamo lavorando. Sono molto contento di aver ottenuto questo importante risultato». Ora ci sono tute le condizioni «perchè sia un grande successo». Kenny ha insistito sulla necessità di completare l'unione bancaria, e che «il Consiglio Europeo dia seguito agli impegni presi». L’incontro tra i due capi di governo si è concluso con un omaggio. Letta ha regalato a Kenny una Maglia Rosa ufficiale del Giro d'Italia, in segno di amicizia tra i due Paesi e in onore della Grande Partenza del Giro d'Italia 2014, il prossimo 9 maggio e Belfast e con tappa conclusiva della tre giorni irlandese il 12 maggio a Dublino. Bocca cucita sulal legge di Stabilità e sull’Imu. «Ne parleremo a casa» è sata la risposta alla stampa che lo pressava. Non è mancato un momento di polemica. A scatenarla la frase del’intervista all’Irish Time nella quale Letta riferisce cosa pensano di lui nelle Cancellerie europee dopo aver ottenuto la fiducia il 2 ottobre scorso e aver sconfitto Berlusconi: «Dicono che ho le palle d'acciaio...». Immediate le reazioni in Italia con il Pdl in prima linea. Arringa Bondi: «Sono certo che anche i ministri del Pdl troveranno il modo di esprimere il proprio disappunto riguardo alle incaute dichiarazioni del premier a un quotidiano irlandese».

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