«È inaccettabile che sia finita così, la Cancellieri avrebbe fatto un servizio al Paese se si fosse dimessa ma in Italia le dimissioni le chiedono tutti e non le dà nessuno. Quindi da questo punto di vista la discussione è finita». Matteo Renzi, ospite in studio ieri sera a Piazza Pulita su La7, ha spiegato che «se fossi stato io il segretario del Pd non avrei difeso la Cancellieri. Per me ha fatto comunque un errore, con quella telefonata che indigna, quella in cui dice ai Ligresti "hai ragione, così non va"». Errore della Cancellieri ma anche di Letta che «non le ha chiesto» le dimissioni: «Se il ministro Cancellieri riceve una segnalazione di un problema reale e non fa una scorciatoia, ma usa il canale istituzionale, il problema non si pone». Il sindaco di Firenze ha parlato anche delle possibili elezioni anticipate: «Sarebbero una catastrofe? No, ma non credo che avverranno e non credo sia il caso che avvengano. Il 2014 è anno in cui si scopre se c'è un bluff, dopo che hanno parlato delle riforme. Se hai gli attributi nel 2014 incalzi la maggioranza parlamentare per vedere se le cose si fanno o no». «Il Pd - ha aggiunto - con il Pdl che si sta spaccando, deve riscoprire la gente. Se farò il segretario andrò nella terra dei fuochi e dall'associazionismo a dire che lo Stato si riprende i territori e che il Pd non sta chiuso nei circoli». La vena polemica di Renzi è stata bipartisan, indirizzata prima contro il direttore di Libero Maurizio Belpietro sul salvataggio di Alitalia, poi con l’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari sui volti nuovi nel Pd: «Se avete fallito, non avete il diritto di far fallire anche noi. Almeno fateci provare». E intanto nel partito sono ancora le tessere a far discutere. Ieri il candidato alla segreteria Gianni Cuperlo ha confermato che fermare i tesseramenti, così come auspicato da Epifani, è «nell’interesse di tutti ed è l’unico modo per rispondere a una situazione, quella del boom di tesseramenti, "gravissima"». Con lui anche Matteo Renzi che sembra accettare a malincuore. Contrari allo stop, invece, gli altri due candidati in corsa, Gianni Pittella e Pippo Civati.
«Cancellieri doveva dimettersi»
«È inaccettabile che sia finita così, la Cancellieri avrebbe fatto un servizio al Paese se si fosse dimessa ma in Italia le dimissioni le chiedono tutti e non le dà nessuno. Quindi da questo punto...