Politica

Rata Imu sospesa, ma non per tutti

Le ipotesi Allo studio del governo la possibilità di ridurre la platea degli esentati dalla seconda rata Sarebbero esclusi i terreni e i capannoni agricoli. Nel mirino anche le case di lusso. Pdl sulle barricate

L’Imu torna ad essere il campo di battaglia dei partiti. I dubbi espressi dal ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni sulla possibilità di trovare i fondi necessari a sospendere il saldo di dicembre dell’imposta sulla prima casa, hanno scatenato un putiferio soprattutto da parte del Pdl. Il vicepremier Angelino Alfano ha messo in chiaro che il tema non si discute: «la seconda rata non si pagherà. È un impegno assunto con il Parlamento e con gli italiani e sarà mantenuto. Raffaele Fitto va oltre e mette in dubbio la sopravvivenza del governo. La questione dell’Imu diventa infatti il terreno su cui si consuma il braccio di ferro all’interno del Pdl e l'esponente «lealista» si richiama sì alle parole del segretario del suo partito ma ricorda anche che «visto che la scadenza si avvicina e l'incertezza dei cittadini è grave, non bastano più parole e promesse». A far salire la temperatura è anche il coordinatore Sandro Bondi con il suo «non ci sto» di fronte a un partito con il quale, nelle condizioni attuali, non si sente più in sintonia. E minaccia di non approvare la legge di Stabilità perché non si riconosce in certe scelte. Brunetta riapre il fronte con Palazzo Chigi chiedendo condivisione sui collegati della manovra e lasciando a Enrico Letta di decidere quali forme di confronto riterrà opportune, siano esse convocazioni della cabina di regia o incontri bilaterali. «In caso contrario - avverte - non potremo accettare la politica del fatto compiuto». Risponde con fermezza il Pd. «I falchi del Pdl vogliono fare credere di vivere su Marte. Parlare ossessivamente di tasse, Imu e ancora tasse, attaccando il Governo di cui fanno parte e che dovrebbero lealmente sostenere, è un esercizio insopportabile e populista» arringa Matteo Colaninno, responsabile Economia della segreteria nazionale Pd, e sottolinea che il dossier è stato gestito nel «concorso di tutta la maggioranza, a partire dall'amico presidente Renato Brunetta, con cui abbiamo condiviso riunioni e cabine di regia per poi approvare collegialmente il decreto di fine agosto corredato da plausi e dichiarazioni pubbliche». Nervosismo anche da Scelta civica. Dal partito di Mario Monti è Enrico Zanetti a chiedere che «si proceda attraverso il gettito che può derivare dalla rivalutazione delle quote di Banca d'Italia, ma si proceda subito, perché - avverte - questa farsa che, tra un ricatto e l'altro, si trascina da inizio legislatura è durata anche troppo». Intanto il governo sta vagliando diverse ipotesi per far quadrare i conti. La platea degli esentati dal versamento della seconda rata Imu potrebbe essere più ridotto, rispetto ai contribuenti che non hanno pagato la prima tranche, escludendo i proprietari di terreni e beni strumentali agricoli. Restringendo l'area di intervento del provvedimento, si otterrebbe un risparmio di circa 300 milioni e, di conseguenza, il costo dell'operazione passerebbe da 2,4 miliardi a 2,1 miliardi. Una spesa che potrebbe essere parzialmente finanziata attraverso la rivalutazione delle quote di Bankitalia. L'incasso dipenderà dal limite percentuale che sarà fissato per le quote. Diversi, tuttavia, sono i problemi legati all'utilizzo di queste risorse; a partire dai vincoli strettissimi, posti dell'Ue. Sembra più consistente, invece, l'ipotesi di un ulteriore incremento degli acconti Ires e Irap per le banche (attualmente fissato al 101%). Se le risorse reperite non dovessero bastare si potrebbe pensare anche a rivedere il concetto di case di lusso, allargando questa tipologia e, di conseguenza, il numero dei proprietari che dovranno presentarsi allo sportello il prossimo 16 dicembre, per pagare l'imposta sugli immobili. La prossima settimana sarà quella decisiva; gli incontri che si terranno serviranno a tirare le somme e decidere come intervenire sulla seconda rata Imu. In questa situazione di estrema incertezza a farne le spese sono soprattutto i Caf. «Ancora una volta si fissano le scadenze senza fare i conti con quella fondamentale per i contribuenti: il 16 dicembre» dichiara Valeriano Canepari della Consulta dei Caf, secondo cui in soli sei giorni (dal 9 al 16 dicembre ) i centri di assistenza fiscale dovrebbero reperire le delibere di oltre 8000 Comuni, esaminare le aliquote fissate, le detrazioni e i regolamenti per verificare le scelte adottate, predisporre le procedure di calcolo, i modelli di pagamento e fornirli ai contribuenti cha hanno dato mandato ai Caf in tempo utile per effettuare il versamento e non incorrere in sanzioni.

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