«Ho conosciuto e fatto parte di una generazione politica appassionata di giustizia, perciò innamorata di lei al punto di imbracciare le armi per ottenerla». Parole di Erri De Luca, capo del servizio d’ordine di Lotta Continua ai tempi dell’omicidio Calabresi. Parole che sono state ospitate sull’agenda 2014 di Magistratura Democratica, la corrente di sinistra delle toghe cofondata dal procuratore di Torino Giancarlo Caselli. E che devono aver fatto sobbalzare sulla sedia l’anziano magistrato, convincendolo a un gesto eclatante: le dimissioni da Md. Un addio doloroso, sicuramente, visto che era anche una sua «creatura». Ma irrevocabili e accompagnate dal rifiuto di commentarle da parte di Caselli, vittima di una campagna denigratoria dei No Tav più violenti, che sui muri del capoluogo piemontese lo hanno definito «Mafioso» (lui che ha fatto arrestare i boss di Cosa Nostra quando dirigeva la procura di Palermo), ai quali invece De Luca ha recentemente dato la sua completa solidarietà. Nel suo testo De Luca (che ha più volte esaltato il «sabotaggio» in Valle di Susa e ha detto di aver partecipato a blocchi stradali No Tav), rievoca gli anni di piombo con parole che sono state giudicate gravi dal procuratore capo torinese. Gli stessi curatori dell’agenda hanno cercato di prendere le distanze da quella pubblicazione con una sorta di diplomatica critica: «Dopo aver ricevuto e letto questo contributo è stata forte la tentazione di non pubblicarlo, perché alcuni passaggi si prestano a interpretazioni ambigue che non vogliamo in alcun modo avvallare. Ma, per imitarne la conclusione, povero è il gruppo che censura uno scritto così bello, anche se altrettanto controverso. E così, eccolo qua...». Altre parole che non devono certo aver fatto felice il magistrato, responsabile di un ufficio impegnato nelle indagini sulle frange più estreme del movimento che contesta l’Alta Velocità. A proposito delle sue dimissioni, il segretario piemontese di Md, Andrea Natale, ha parlato di «una voce che abbiamo sentito, ma credo che Caselli abbia comunicato una sua possibile decisione direttamente al presidente nazionale di Md Luigi Marini». E Marini ha ammesso: «Non è ancora ufficiale, ma ci sono state dichiarazioni che vanno in questo senso». Ma è lecito pensare che quelle frasi di De Luca sugli Anni di Piombo non devono essere andate giù all’uomo che è stato giudice istruttore delle inchieste torinesi contro le Brigate Rosse e Prima Linea e ha raccolto le confessioni decisive del pentito Patrizio Peci, dichiarazioni che portarono allo smantellamento delle Br e alla cattura dei brigatisti responsabili della strage di via Fani, del sequestro di Aldo Moro e della sua uccisione.
Md esalta i «No Tav», Caselli lascia la corrente
«Ho conosciuto e fatto parte di una generazione politica appassionata di giustizia, perciò innamorata di lei al punto di imbracciare le armi per ottenerla». Parole di Erri De Luca, capo del servizio...
