Politica

Congresso il 16, Alfano spiazzato

Lo scontroGovernativi al lavoro per ritoccare il documento dopo l’accelerazione sull’assemblea. «Lo hanno già firmato in 315»

La conta ci sarà. E avverrà prima di quanto Alfano e i suoi immaginassero: il 16 novembre – come volevano i falchi di Raffaele Fitto – Berlusconi riunirà il Consiglio Nazionale per abbandonare il Pdl e far rinascere Forza Italia. È la mossa che ha spiazzato le colombe che ipotizzavano una data più lontana: se non l’8 dicembre come era stato stabilito in un primo momento, almeno il 30 novembre. Scelta che ha costretto il vicepremier a riconvocare in una riunione in tarda serata i suoi parlamentari per fare il punto della situazione. E soprattutto per dare un ultimo aggiustamento al documento da portare all’assemblea. Fino all’accelerazione di ieri Alfano e i suoi avevano infatti steso un manifesto che ricalcava a grandi linee quello uscito dall’Ufficio di presidenza, ribadendo però il sostegno al governo anche in caso di decadenza di Berlusconi. Ora il documento potrebbe subire qualche modifica e diventare più «duro» nei confronti dell’ala di Raffaele Fitto. Ma la convocazione ormai ufficiale del Congresso ha costretto anche le due «fazioni» del Pdl ad accelerare i tempi per la raccolta delle firme sui rispettivi testi. Facendo scoppiare la guerra dei numeri. Il «report» che Denis Verdini ha consegnato a Berlusconi – e che ieri Il Tempo ha anticipato – prevede che i falchi siano circa 600, sui circa 850 membri dell’assemblea, contro i poco più di cento «Innovatori» di Alfano. Dato però contestato dalle colombe. «Fino a stasera – spiega un esponente dei moderati – avevano firmato il nostro manifesto 315 delegati. E una settantina ha chiesto di poter sottoscrivere entrambi i documenti perché, per loro, non ci sono grandi differenze». Ma anche i ministri sono impegnati nelal caccia alle firme. Nunzia De Girolamo, responsabile delle politiche agricole, da ieri sta raccogliendo adesioni su un testo a sostegno di Alfano nel quale la premessa è che «il presidente Berlusconi è oggetto di un accanimento politico-giudiziario senza precedenti nella storia repubblicana e degli Stati democratici». Così, alla fine, spiegano gli uomini di Alfano, Fitto avrà poco meno di 500 delegati. Un numero che non gli consentirebbe di avere la maggioranza dei due terzi dell’assemblea. Numero necessario per modificare lo statuto, passare dal Pdl a Forza Italia, eleggere Berlusconi presidente e far decadere Angelino Alfano da segretario. Insomma, sostengono le colombe, il vantaggio numerico si trasformerebbe in una vittoria di Pirro. Il rischio, però, è che il Cavaliere voglia arrivare all’assemblea del 16 novembre per una vera e propria resa dei conti. O state con me, potrebbe essere il ragionamento rivolto ad Alfano, oppure siete contro di me. E a quel punto la scissione sarebbe inevitabile. Il vicepremier, comunque, starebbe ancora cercando di evitare lo scontro frontale con il Cavaliere. Forte dell’assicurazione ricevuta lunedì nell’incontro ad Arcore: sì a due coordinatori nella futura Forza Italia – uno a testa tra falchi e colombe – e la garanzia che il governo non cadrà sulla decadenza. Accordo che l’ala di Raffaele Fitto giudica poco più che carta straccia. «Ma quale doppio coordinatore – sorride beffardo uno dei falchi – al Congresso eleggeremo presidente Berlusconi e basta. Non c’è spazio per altri giochetti. Se ci stanno bene, altrimenti possono andarsene». Ma insieme ad Alfano lavorano a «ricucire» il partito anche gli altri ministri del Pdl. «Il lavoro che noi continuiamo a fare tutti insieme, e tra l'altro mi sembra anche l'appello che ha fatto ieri il presidente Berlusconi, è di avere un grande partito unito – ha rilanciato Maurizio Lupi, responsabile delle Infrastrutture, intervenendo a "Effetto Giorno" – Mi sembra che sul sostegno al governo, il 2 ottobre tutto il partito sia stato unito nel sostenere questo governo fino al marzo 2015. Poi si è aperta una discussione su questo passaggio a Forza Italia, che non mette in discussione la leadership di Berlusconi ma deve vedere come questo possa attivarsi. Ai miei amici dico che è proprio molto bello sentirsi dire che ci sono divisioni di corrente. Proprio dopo la riunione del 2 ottobre loro hanno fondato la corrente dei lealisti».

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