Politica

Boom di tessere Pd anche a Bruxelles

Nel circolo del Parlamento Ue gli iscritti aumentano da 180 a 250 Rivince Cerasani, candidato alla Camera e assistente di Berlinguer

La moltiplicazione delle tessere nei circoli del Partito democratico - «miracolo» molto frequente nelle sezioni romane, come sta dimostrando l’inchiesta de Il Tempo - oltrepassa i confini nazionali e arriva fino a Bruxelles. Nella capitale belga, sede insieme a Strasburgo del Parlamento Europeo, il circolo è attivissimo. Tanto da far contare nell’ultimo tesseramento 180 iscritti. Saliti adesso a 250. Un incremento del 40%. A vincere il congresso è stato Francesco Cerasani. Un giovane indubbiamente in ascesa: 31 anni, Cerasani vive a Bruxelles dal 2004 dove lavora nella delegazione del Pd al Parlamento Ue. Dopo aver studiato scienze politiche internazionali e aver conseguito un dottorato in storia dell’Europa contemporanea, Cerasani ha scelto la politica. Una passione coltivata sin da giovane: prima la militanza nell’associazionismo e nel Terzo Settore, quindi nei Ds, infine nel Pd. Fino ad arrivare alla guida del circolo Dem di Bruxelles, la più grande sezione democratica del mondo. Alle ultime politiche è stato candidato alla Camera nella circoscrizione Europa, ma le 5.000 preferenze ottenute non sono bastate per conquistare un seggio a Montecitorio. Al suo posto sono entrati Laura Garavini e Gianni Farina. Per ora Cerasani si «accontenta» della conferma alla guida del circolo Pd di Bruxelles. Cerasani lavora braccio a braccio con Luigi Berlinguer, già ministro della Pubblica istruzione dal 1996 al 2000, ora eurodeputato eletto nella circoscrizione Nord Est, dov’era capolista. Ma soprattutto Berlinguer è il presidente della Commissione di Garanzia del Pd. Colui che domani dovrà decidere sulle decine di casi di tesseramento gonfiato sparsi per l’Italia. Parlando qualche giorno fa a Ballarò , Berlinguer era stato categorico nel ritenere a rischio tutti gli incrementi di iscritti superiori al 10%. La domanda è quindi legittima: l’aumento di 70 tesserati (da 180 a 250, appunto) nel circolo Pd di Bruxelles va considerato a rischio? Berlinguer sul punto è categorico. Pur non essendo iscritto lì (ha la tessera nella sezione di Sovicille, in provincia di Siena), in qualità di europarlamentare conosce molto bene il circolo della capitale belga. «Lo scorso anno - spiega - gli iscritti erano 180 e oggi sono 250. L’aumento c’è stato. Però non nutro il minimo dubbio sulla natura dei nuovi arrivati». Berlinguer garantisce: tutti i nuovi iscritti hanno il pedigree di elettori del Partito democratico. «Conoscono molto bene quel circolo, lo frequento, ne conosco l’attività - aggiunge il presidente della Commissione di Garanzia - I nuovi iscritti sono da tempo orientati a votare per il Pd. Sulla loro natura ho svolto un attento controllo, li conosco tutti». A conferma di quanto dice, Berlinguer cita i dati delle ultime primarie per scegliere il candidato premier del centrosinistra. «Al circolo di Bruxelles - spiega l’eurodeputato - hanno votato circa 1.300 persone. È vero che potevano esprimere la preferenza non solo gli iscritti, ma anche gli elettori. Però non c’è nulla di strano se su 1.300 persone 70 scelgono i iscriversi al circolo». Per Berlinguer, insomma, il caso-Bruxelles è chiuso. Anzi, non si è mai aperto. Anche se, naturalmente, l’europarlamentare non nega che casi dubbi si siano verificati. Eccome. «Crediamo di stare per individuare alcuni casi di patologia accertata», ammette. «La Commissione per il Congresso e la Commissione di Garanzia - prosegue Berlinguer - nei casi accertati prenderanno provvedimenti forti». Del resto, che il congresso del Partito democratico in alcuni casi si sia trasformato in una farsa - qualche candidato ha parlato anche di truffa - o peggio sia degenerato in rissa tra lo sdegno dei militanti, è innegabile. «Devo ammettere - prosegue il presidente della Commissione di Garanzia - che ne ho sentite davvero di tutti i colori. I casi dubbi ci sono ed è innegabile. Ma bisogna essere rigorosi e procedere con degli accertamenti scrupolosi. Laddove riscontreremo delle patologie accertate interverremo». E, a detta di Berlinguer, non sarà neppure necessario aspettare tanto. I primi provvedimenti verranno presi «tra oggi e domani». Intanto i candidati alzano la voce. Pippo Civati addirittura arriva a parlare di «anomalie nel trenta per cento delle federazioni» del Partito democratico: «Trentaquattro federazioni su centodiciotto, ovvero quasi una su tre, non hanno fornito dati sul tesseramento e sono da considerare, quindi, irregolari».

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