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«Sarebbe stata accusata pure se non avesse agito»

Alberto Di Majoa.dimajo@iltempo.it «Guardi, stare a Via Arenula è una maledizione. Tutti i ministri della Giustizia hanno avuto dei problemi, è inevitabile». Parola di Alfredo Biondi, responsabile...

«Guardi, stare a Via Arenula è una maledizione. Tutti i ministri della Giustizia hanno avuto dei problemi, è inevitabile». Parola di Alfredo Biondi, responsabile del dicastero nel primo governo Berlusconi (da maggio 1994 a gennaio 1995). Onorevole Biondi, ha fatto bene il ministro Cancellieri a segnalare la condizione di Giulia Ligresti al Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria? «Conosco Annamaria Cancellieri: è una donna irreprensibile dal punto di vista morale. Il suo comportamento è stato niente di più che un gesto di umanità. È proprio come ha detto lei stessa nelle sue prime dichiarazioni: un ministro ha il diritto di essere umano. Questo è il punto». Le sono mai capitati casi del genere quando era ministro della Giustizia? «Poche volte. Ma ho provato a risolvere il problema dell’affollamento delle carceri con un decreto che fu boicottato dalla Lega. Roberto Maroni, all’epoca anche lui ministro, disse addirittura di non aver letto il testo». Ma l’atteggiamento della Cancellieri è stato quanto meno inopportuno o invece è stato giusto quello che ha fatto? «Da un lato il ministro della Giustizia deve valutare e intervenire, per non essere descritto come passivo. Dall’altro lato, una volta che interviene, è accusato di intromissioni inaccettabili. Non se ne esce».

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