n Ne ha viste di tutti i colori. Proprio quando era ministro della Giustizia del secondo governo Prodi (dal maggio 2006 al gennaio 2008) ha trascorso i giorni più difficili. Fino alle dimissioni. Onorevole Mastella, è capitato anche a lei di ricevere segnalazioni sulla condizione di alcuni detenuti? «Certo, è normale per il ministro ricevere lettere o telefonate». Nel caso del ministro Cancellieri quella telefonata riguardava una persona che conosceva, di una famiglia «importante» che aveva anche dato un incarico prestigioso al figlio... «La Cancellieri ha fatto bene a intervenire, anche per evitare l’accusa di omissione. E poi se ci fosse stato qualcosa di strano il procuratore di Torino Caselli l’avrebbe incriminata. Se ci fossi stato io al posto della Cancellieri probabilmente mi avrebbero indagato lo stesso, ma questa è un’altra storia». Dunque niente di strano? «Guardi, se un ministro della Giustizia avesse un potere particolare io mi sarei salvato. Ma non è così. Ed è giusto, ovviamente, che non abbia alcuna prerogativa rispetto a un qualsiasi cittadino». Pensa che la Cancellieri supererà questo incidente? «L’unico rischio è che, pur uscendone, possa accusare il colpo. Potrebbe subire un autocondizionamento. Spero di no».
«Rischia di sentirsi delegittimata»
Ne ha viste di tutti i colori. Proprio quando era ministro della Giustizia del secondo governo Prodi (dal maggio 2006 al gennaio 2008) ha trascorso i giorni più difficili. Fino alle dimissioni.Onore...
