Politica

«Ma quale scandalo Giusto agire così»

Fosse per lui eviterebbe di parlarne, di soffermarsi su una vicenda ingigantita, a suo dire, dai giornali. Ma poi non si sottrae. Anche se alla fine ammette: «Mi dispiace ma lei ha raccolto il mio...

Fosse per lui eviterebbe di parlarne, di soffermarsi su una vicenda ingigantita, a suo dire, dai giornali. Ma poi non si sottrae. Anche se alla fine ammette: «Mi dispiace ma lei ha raccolto il mio sfogo». Onorevole Claudio Martelli, lei è stato ministro della Giustizia nel governo Andreotti, nel 1991 e nel ’92. Cosa pensa della decisione della Cancellieri di «sensibilizzare» il Dap sulla situazione di Giulia Ligresti? «Semplicemente succede. Ma non soltanto in politica, nella vita. Mi soprende davvero che si sia montato un caso su questa faccenda». Bè, il ministro conosce la famiglia Ligresti, con cui ha lavorato anche il figlio. Tanti altri parenti di detenuti non hanno la stessa possibilità di essere ascoltati... «Anche se Giulia Ligresti fosse un’amica della Cancellieri dove sarebbe il problema? Ha fatto quello che doveva fare: una persona che sta male si cerca di farla uscire dal carcere». È accaduto anche a lei di segnalare qualche situazione particolare? «Non ricordo casi analoghi ma quando ho fatto segnalazioni al Dap se ne sono occupati i miei uffici. Ogni volta che si ricevono notizie su casi di questo genere si deve intervenire, è un comportamento normale». Tutto secondo le norme, dunque. «Guardi, non voglio nemmeno usare parole come "la procedura" perché sembriamo automi. Mi sembra tutto un bisticcio patetico. L’unica spiegazione è che siamo malati».

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