Anna Maria Cancellieri non chiarirà niente perché, dal suo punto di vista, ha già chiarito tutto. A meno di ripensamenti dell’ultim’ora quest’oggi la ministra concederà il bis e parlerà ad amici e nemici per scontentare questi ultimi. Il passaggio sotto le forche caudine parlamentari servirà a «mascariarla» un po’, a rendere lei e l’esecutivo due anatre zoppe, a rincuorare chi le si è avventato contro per esigenze elettorali più che di coscienza. La querelle sulla Cancellieri non ci appassiona, interessati come siamo a denunciare il problema degli ultimi in cella. Il gesto della ministra sarà stato anche politicamente poco «opportuno» (l’interessata cita però altri 100 casi) ma di penalmente rilevante sembra esserci pochino. I predecessori della ministra ci dicono che così fan tutti, da sempre. E in tanti vengono intercettati, come Mastella. La cronaca berlusconiana ci conferma che solo alcune telefonate meritano una «condanna», quella lettiana che solo determinati esponenti di governo vanno fatti fuori. Se l’esperienza ci autorizza a pensare che qualora il Guardasigilli si fosse chiamato Alfano era già sott’inchiesta bello e dimissionato, la storia ci ricorda i mille proclami inutili sulla vergogna delle carceri. L’attualità, poi, abbonda di ipocriti: straparlano di ingiustizia e se ne fregano di chi crepa in immonde galere.
L’ipocrisia in passerella
di Gian Marco ChiocciAnna Maria Cancellieri non chiarirà niente perché, dal suo punto di vista, ha già chiarito tutto. A meno di ripensamenti dell’ultim’ora quest’oggi la ministra concederà il bis...