Uno dei leit motiv della sinistra quando vuole spingere per la tassazione della prima casa è che questa imposta si paga in tutta Europa tranne che in Italia. Quindi abolirla sarebbe una vera anomalia. I sostenitori di questa tesi però dimenticano che nel nostro Paese il settore immobiliare è gravato da altre imposte che non trovano eguali in Europa. Si comincia con l’Imu sulle aree edificabili. Si tratta di un’imposta sul suolo acquistato per costruire una propria residenza e non per speculazione. Inoltre la qualifica di area edificabile ai fini dell'Imu prescinde dalle concrete possibilità di sfruttamento edificatorio del suolo e deriva esclusivamente dall'inclusione del bene nell'ambito dello strumento urbanistico generale. Poi ci sono gli oneri di urbanizzazione e di costruzione, ben pesanti anche se si tratta di modesti ampliamenti e con l’aggiunta di bolli. In altri Paesi europei, a differenza dell’Italia, l’imposta comunale sugli immobili è a carico di chi vi abita, anche dell’inquilino, cioè paga chi usufruisce dei servizi. Che dire poi del Cosap, il canone di occupazione del suolo pubblico che si configura quasi come una tassa per entrare in casa. Ci sono poi i costi per la certificazione energetica della casa. È obbligatorio avere l’Ace (Attestato di certificazione energetica) in caso di rogito, affitto, annuncio immobiliare, nuova costruzione, interventi su edifici esistenti e modifica delle prestazioni energetiche. Una assoluta anomalia è l’Irpef sulle case sfitte (anche se forzatamente sfitte, un doppio onere) che continuerebbero a pagare l’Imu. Sono esclusi i costruttori edili. Chi possiede una caldaia a casa è soggetto al bollino provinciale. Un’altra anomalia italiana è il costo della registrazione per l’atto di compromesso al momento di acquisto di un immobile. A questo si aggiungono i bolli per ogni foglio e l’imposta di registro se nell’atto è previsto un acconto come caparra, più i compensi e i costi notarili con relativa Iva al 22%. Poi ci sono le imposte di registrazione e di trascrizione dell’atto di compravendita a cui vanno aggiunti i diritti e compensi notarili con l’Iva. Chi vuole lasciare una casa ai figli deve affrontare l’imposta di successione e l’imposta di trascrizione o ipotecaria.
Case italiane più tassate della Ue
Laura Della Pasqual.dellapasqua@iltempo.it Uno dei leit motiv della sinistra quando vuole spingere per la tassazione della prima casa è che questa imposta si paga in tutta Europa tranne che in...