Politica

Torna la voglia di colpire i Bot

Il ministro Saccomanni: l’aliquota del 12,5% dovrebbe salire Per la Tasi non è escluso il ritorno delle detrazioni

Torna la tentazione di aumentare l’imposta sui titoli pubblici. L’ipotesi rilanciata dalla sinistra a ogni appuntamento con la manovra economica, questa volta ha contagiato anche il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni. Attualmente l’imposta è al 12,5% ma il ministro parlando al Senato nel corso delle audizioni sulla legge di Stabilità, ha detto che bisognerebbe alzare l’aliquota anche se «si potrebbe avere qualche problema di gestione del debito pubblico». Già al momento della stesura della legge di Stabilità il Tesoro aveva accolto l’indicazione della Cgil di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie ritoccando l’aliquota dal 20 al 22% ma risparmiando i titoli di Stato. Ma questa ipotesi a quanto pare non è stata mai definitivamente archiviata e ora Saccomanni lo conferma. Eppure le esperiense del passato dimostrano che i risultati sono stati inferiori alle attese. Quando il governo Monti portò l’aliquota sulle rendite finanziarie al 20%, lo Stato guadagnò meno del previsto. Quanto poi alla Tobin Tax l’effetto fu una riduzione dei volumi azionari alla Borsa di Milano. Insomma una misura che fa più male che bene. Saccomanni ha poi aperto a una serie di richieste di modifica della legge di Stabilità. Non ha escluso il ritorno alle detrazioni per la Tasi anche se «il gettito previsto dalla Tasi, pari a circa 3,7 miliardi, è inferiore al gettito di circa 4,7 miliardi garantito dall'Imu sull'abitazione principale e dalla Tares sui servizi indivisibili, entrambe abolite». Si è detto disponibile a «discutere con il Parlamento una diversa riallocazione dei fondi destinati al cuneo fiscale su alcuni particolari obiettivi come favorire i nuclei familiari più numerosi». Il ministro ha poi sottolineato che la manovra non tiene conto di entrate straordinarie che il governo programma di realizzare, come quelle connesse con la rivalutazione dell'attivo della Banca d'Italia, il rientro dei capitali dall'estero nonchè dei proventi dell'attività di contrasto all'evasione e all'elusione fiscale. Quanto alle quote di via Nazionale, la rivalutazione si situa, secondo un documento preparatorio entro un range da 5 a 7 miliardi. Altre risorse sono attese dalle privatizzazioni da realizzare «in tempi brevi». Un ruolo importante l’avrà la spending review. Entro metà novembre il commissario Cottarelli presenterà un piano dettagliato. Altro intervento prospettato da Saccomanni è la riduzione del contante nei pagamenti «perché la tracciabilità si ottiene solo attraverso l'utilizzo di canali rilevabili». Questo consentirebbe che la «lotta all'evasione sia quantificabile ex ante e possa essere determinato il tax gap». Il ministro ha poi lanciato messaggi di ottimismo sull’andamento dell’economia. La ripresa sarebbe dietro l’angolo. Il Pil dell'anno prossimo crescerà più del previsto: 1,1% anzichè 1%. «La fase negativa iniziata nel 2011 è arrivata alla fine», annuncia il ministro. Certo, il 2013 si chiuderà ancora con una variazione negativa dell'1,8%, mentre l'indebitamento raggiungerà il 132,9% rispetto al 127% dell'anno passato. Per lo spread è prevista una graduale riduzione a 200 punti base nel 2014 e a 100 nel 2017, «un livello comunque più elevato di quelli prevalenti prima della crisi». L'ottimismo di Saccomanni, però, contrasta con le conclusioni di Banca d'Italia e della Corte dei Conti. Nel corso della medesima audizione tanto il vice direttore generale, Luigi Federico Signorini, che il presidente dei magistrati contabili, Raffaele Squitieri, hanno criticato le misure sulla casa e la mancanza di incentivi alla crescita. Signorini ha spiegato che il risparmio derivante per un lavoratore dal taglio del cuneo fiscale è pari a poco meno di 100 euro in ragione d'anno. «Escludendo il caso di nuove assunzioni per un lavoratore senza carichi familiari e con retribuzione pari a quella media della contabilità nazionale il cuneo fiscale complessivo diminuirebbe tra il 2013 e il 2014 dal 48,5 al 48,1%».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.