Chieti, Montepulciano d’Abruzzo e Trebbiano, sinonimi di grande tradizione e di successo per una regione che è fra le migliori produttrici di vino italico. Due storie si intrecciano, emblematiche, una che annovera già 35 anni alle sue spalle, continui traguardi raggiunti a livello nazionale e internazionale, come l’Azienda Agricola Masciarelli e l’altra più recente, la Tenuta Ulisse, fondata nel 2006 e diventata uno dei simboli dell’alta enologia abruzzese. Con la Masciarelli (www.masciarelli.it) si è a San Martino sulla Marrucina, 320 ettari a vino sparsi anche nelle altre tre province dell’Abruzzo, dall’Adriatico al Gran Sasso, allevamento a «pergola abruzzese» o filare a guyot, per dare molteplicità territoriale al prodotto che oggi conta 2,5 milioni di bottiglie l’anno. Premiato con il «Tre Bicchieri» del Gambero Rosso alla presentazione della Guida Vini d’Italia 2014, il Montepulciano d’Abruzzo Marina Cvetic 2010 della Masciarelli. Gianni Masciarelli ereditò due ettari dal nonno che li aveva utilizzati sì per fare vino, ma solo per la famiglia, e prese una decisione, «studiare enologia in Francia - raccontano nell’azienda - Ha lavorato nello Champagne e poi è tornato con un grande esperienza». Intuì le grandi potenzialità del Montepulciano e del Trebbiano ma occorrevano grandi cambiamenti. Diradò la resa e fu uno dei primi a buttare giù i cosiddetti «tendoni» per mettere le piante in filari, trattamento riservato fino ad allora solo alle piante di pomodoro. «Così esaltò radicalmente l’essenza dell’uva - continuano in azienda - il nutrimento della terra andava a tre o quattro grappoli invece che a dieci. Fu un’operazione dispendiosissima». La produzione di vino iniziò nel 1981, poi l’unione di Gianni con Marina Cvetic che darà il nome a una linea di vini e che oggi guida l’Azienda. Nel 2009, dopo attento restauro, ha aperto anche la dimora di charme Castello di Semivicoli. Con la Tenuta Ulisse (www.tenutaulisse.it) ci si sposta invece a Crecchio, borgo medievale con tanto di castello ducale. Anche qui un «Tre Bicchieri», il Montepulciano d’Abruzzo Nativae 2012. L’azienda è nata grazie ai due fratelli Antonio e Luigi Ulisse: «Mio nonno faceva vino per la famiglia dagli anni Quaranta - racconta Luigi - Da piccoli con mio fratello vagavamo per quelle vigne e ne assaggiavamo gli acini, esplosioni di gusto e profumo che ritrovavamo nei vini tradizionali. Da lì poi l’idea di lavorare l’uva per trasmetterne l’integrità al consumatore». Dal 2006 a oggi sono passati da zero a quasi mezzo milione di bottiglie prodotte all’anno, riconoscimenti giunti anche da riviste specializzate ed esperti. «Abbiamo rafforzato il lato tecnico dotandoci di un enologo - spiega Luigi - per continuare con l’idea di portare il vitigno nel bicchiere».
Montepulciano e Trebbiano i signori nella terra dell’uva
La storia di due aziende e di tanti vini eccellenti
