Politica

Fi rallenta. L’effetto Renzi rilancia il Pd

Cala la fiducia nel premier Letta e nei suoi ministri. Anche M5S perde colpi In caso di scissione a destra quasi tutti gli elettori resterebbero con il Cav

L’effetto-Renzi spinge il Pd, i conflitti interni danneggiano Pdl-Forza Italia, MoVimento 5 Stelle e centristi. Mentre Enrico Letta e i suoi ministri perdono progressivamente la fiducia dei cittadini. Sono questi i dati più vistosi che emergono dall’ultimo sondaggio di Datamedia Ricerche per Il Tempo. Pdl-Forza Italia passa dal 24,4% della scorsa settimana al 22,8% di oggi, perdendo l’1,6% e tornando vicina ai livelli delle elezioni politiche di febbraio. Quello che perdono gli azzurri, faticano a recuperarlo gli altri partiti della coalizione di centrodestra. Lega Nord (4,2%) e Fratelli d’Italia (2,4%), infatti, crescono soltanto di un paio di decimali. Mentre rimangono stabili La Destra (1,2%) e i partiti minori dell’alleanza (0,6%). In totale, il centrodestra cala dell’1,2% e si ferma al 31,2%, quasi quattro punti in meno del centrosinistra (35,0%). Gli elettori in fuga dal centrodestra, come spesso accade, si rifugiano nell’astensionismo (+0,8%) o ingrossano le fila degli indecisi (+0,5%). È interessante notare, però, che una larga maggioranza del degli elettori di Pdl-Forza Italia, secondo l’Istituto diretto da Natascia Turato, in caso di scissione del partito resterebbe con Silvio Berlusconi. Sul 22,8% del consenso raccolto dal Pdl, il 17,8% sceglierebbe Berlusconi, contro il 3,4% che opterebbe per un partito guidato da Angelino Alfano e il 1,6% di indecisi. Oltre al centrodestra, perde terreno anche il centro dello schieramento politico. La rottura tra Monti e l’Udc non porta frutti al partito di Pier Ferdinando Casini, che resta fermo al 2%. Ma contribuisce a far scivolare ancora più indietro Scelta Civica, che perde un altro mezzo punto e si ferma al 3,5%. Per una formazione che alle politiche di febbraio era arrivata all’8,5% dei consensi, si tratta di un’emorragia di voti vistosissima. Buone notizie, invece, per il centrosinistra. La kermesse della Leopolda, evidentemente, ha riportato l’attenzione degli elettori su un partito che ultimamente, nei sondaggi, aveva conosciuto performance piuttosto altalenanti. Questa settimana, il Pd guadagna l’1,5%, portandosi dal 28,5% al 30,0%. E risale anche Sinistra Ecologia Libertà che guadagna due punti decimali e arriva al 4,2%. Nel suo compesso, il centrosinistra tocca quota 35%: più di cinque punti percentuali di recupero rispetto al 29,5% di febbraio. Dura battuta d’arresto, infine, per il MoVimento 5 Stelle di Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio. I grillini perdono l’1,6% e scendono dal 22,0% al 20,4%. In questo caso, il risultato è molto al di sotto del 25,5% conquistato alle ultime elezioni politiche. Brutte notizie anche per il governo Letta. Il premier vede calare la fiducia nei suoi confronti dal 46% al 42% (-4%). Mentre l’esecutivo nel suo complesso scende dal 35% al 33% (-2%). Un risultato, quello di Letta, preoccupante soprattutto se comparato a quello sulla fiducia dei leader di partito, guidata da Matteo Renzi con il 52% (+4%). La scorsa settimana solo un paio di punti dividevano Letta da Renzi. Oggi il divario è salito a dieci punti. Tra i leader, dietro a Renzi c’è una gran ressa, con Silvio Berlusconi (22%) appena davanti a Beppe Grillo (21%), Nichi Vendola (20%) e Angelino Alfano (18%). Più staccato Guglielmo Epifani, che perde due punti e si ferma al 15%. Chiude la classifica Mario Monti, che crolla all’11% (-4%). Pessimi anche i risultati individuali dei singoli ministri. Migliora solo Graziano Delrio, che sale dal 40% al 42% (+2%), stabile Emma Bonino (in testa alla classifica con il 54%), in calo tutti gli altri. A parte la Bonino e Anna Maria Cancellieri (51%), tutti i ministri viaggiano al di sotto della linea di galleggiamento del 50%, con Maurizio Lupi (43%) e Alfano (40%) che riescono a portare a casa prestazioni decenti. Mentre le valutazioni variano dal mediocre al disastroso per Mario Mauro (38%), Andrea Orlando (35%), Enrico Giovannini (32%), Cecile Kyenge (31%), Gaetano Quagliariello, Nunzia De Girolamo, Flavio Zanonato (30%), Fabrizio Saccomanni (25%) e Beatrice Lorenzin (20%).

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