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«Va rivista l’imposta sugli affitti»

Confedilizia avanza una serie di proposte, per rilanciare il settore immobiliare. A cominciare dalla cedolare secca che va semplificata «perché si è rivelata farraginosa e complicata, al punto da...

Confedilizia avanza una serie di proposte, per rilanciare il settore immobiliare. A cominciare dalla cedolare secca che va semplificata «perché si è rivelata farraginosa e complicata, al punto da allontanare persino soggetti potenzialmente interessati a tale regime fiscale». Confedilizia chiede di stendere l'applicazione della cedolare alle locazioni a uso diverso dall'abitativo, «al fine di dare ossigeno a un settore particolarmente in crisi anche a causa dell'introduzione dell'Imu sperimentale», ha spiegato il segretario generale Giorgio Spaziani Testa, in audizione presso la commissione Bilancio del Senato. La previsione dell'esenzione dall'Imu per gli immobili destinati dalle imprese costruttrici alla vendita per il tempo che le imprese stesse non riescano a venderli, «richiede di essere estesa anche a fattispecie analoghe che si verifichino in capo a soggetti diversi dalle imprese costruttrici, quali le società immobiliari di gestione o le stesse persone fisiche». E ancora ripristinare la deduzione Irpef del 15% per i redditi da locazione, che «non comporterebbe oneri per lo Stato», ma anche esentare da ogni imposta gli accordi di riduzione dei canoni di locazione ed eliminare la norma sulla graduazione degli sfratti, perchè «si tratta di una disposizione palesemente incostituzionale e contraria alla certezza del diritto, dato che un provvedimento del giudice di fissazione dello sfratto può essere posto nel nulla da una autorità amministrativa». Infine, secondo Spaziani Testa occorre individuare e definire fattispecie oggettive di «morosità incolpevole». In tal senso «si potrebbe fare riferimento agli intestatari di contratti di locazione ad uso abitativo il cui mancato pagamento del canone sia dovuto a: licenziamento, escluso quello per giustificato motivo soggettivo; percepimento della sola indennità di cassa integrazione ordinaria o straordinaria; mancato rinnovo di contratti di lavoro a tempo determinato o di lavoro atipico in essere al momento della stipula del contratto di locazione; cessazione di attività di imprese registrate alla Camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura».

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