Comincia l’iter parlamentare della legge di Stabilità e i nodi vengono al pettine. Le audizioni, dai sindacati all’Abi e all’Ance, hanno messo a nudo le ombre della manovra mentre si preannuncia una valanga di emendamenti. Ma il governo per evitare l’assalto alla diligenza non è escluso che presenti un maxiemendamento circoscrivendo i settori sui quali intervenire con opportune modifiche che lascino però invariati i saldi. I temi più sensibili sono quelli del cuneo fiscale e dell’imposta sugli immobili. Il premier Letta ieri ne ha discusso con il vicepremier Alfano il ministro dell’Economia Saccomanni e i vice Fassina e Casero e ha confermato che sarà il Parlamento a decidere la platea esatta dei destinatari dell'intervento sul cuneo fiscale. Il governo ha messo in campo risorse nell'arco di un triennio, e a questo punto dovrà essere il Parlamento a decidere in maniera da rendere il più efficace possibile il provvedimento. Un lavoro quindi che, sotto la regia del viceministro Fassina, impegnerà le Camere nelle prossime settimane, attraverso il confronto tra governo, relatori, commissioni e gruppi parlamentari. Per ora quindi nessun accenno alla possibilità di un esame delle varie proposte nell'ambito di una cabina di regia, nonostante l’insistenza del capogruppo del Pdl alla Camera, Renato Brunetta. Pressing anche dai sindacati. Il segretario della Cisl Raffaele Bonanni apre al dialogo dicendo di essere pronto a revocare lo sciopero se Letta «ci ascolta e rimette mano alle scelte fatte». Bonanni chiede risorse in particolare da destinare al cuneo fiscale e alle pensioni «in modo da riattivare i consumi». Arriva però subito il no della Cgil. «Lo sciopero è una forma di pressione, non ci fermiamo», ha ribadito la leader del sindacato, Susanna Camusso. «Non mi pare ci siano segni che possono determinare cambiamento di direzione» nella legge di Stabilità. Intanto le principali sigle sindacali della scuola hanno approvato un documento che indice una manifestazione nella Capitale il 30 novembre per chiedere delle modifiche per il settore. L’Abi invece ha sottolineato le questioni della riduzione delle tasse e della spending review «per reperire risorse significative». Dalle audizioni emergono anche altre valutazioni sul peso delle imposte previste dalla manovra. L’Ance, l’associazione dei costruttori, ha messo in evidenza che le nuove tasse sulla prima casa costeranno fino al 72% in più, rispetto a quest'anno e porteranno a un maggior esborso del 19%. Il presidente Paolo Buzzetti, chiede l'esclusione dalla Tasi per tutti gli immobili che fanno parte del magazzino delle imprese edili, cioè fabbricati di nuova costruzione o incisivamente ristrutturati per la successiva vendita e aree edificabili. Il mondo agricolo invece ha messo in evidenza che per i fabbricati rurali (stalle, capanni degli attrezzi, ricoveri per macchine e attrezzature, locali per la trasformazione dei prodotti agricoli) si profila una doppia tassazione. Infatti, nel disporre le norme in materia di Imu e di Tasi, il testo non fa riferimento ai fabbricati agricoli. In particolare l'articolo 23 (disposizioni in materia di Imu), che modifica l'art. 13 del Salva Italia, poi diventato legge, nell'eliminare l'Imu per l'abitazione principale e le relative pertinenze, non reca alcuna modifica in materia di terreni e fabbricati agricoli, pertanto va da sè che resta in vigore la normativa Imu del 2012. In particolare, dovranno essere applicate le disposizioni previste nel Salva Italia che prevedono un'aliquota ridotta allo 0,2% per i fabbricati rurali ad uso strumentale. Quanto alla nuova Tasi il paradosso emerge dall'art.21 della legge di Stabilità che, nello specificare per cosa si esclude l'imposizione, cita le aree scoperte pertinenziali o accessorie a locali soggetti alla tassa, non operative, e le aree comuni condominiali non detenute o occupate in via esclusiva. Nulla viene detto in merito ai fabbricati rurali. E sulla casa, il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi, ha annucniato che presenterà emendamenti per «recepire le osservazioni giuste e corrette che stanno arrivando dalle associazioni, dal Parlamento».
La legge di Stabilità spacca Cisl e Cgil
Bonanni apre al governo: niente sciopero se Letta ci ascolta Ma Camusso incalza: serve uno strumento di pressione
