Politica

«Ha ragione, ci sono troppi profittatori»

Il ministro Nunzia De Girolamo dà ragione alla figlia dell’ex premier e striglia i falchi: «Attaccano il governo solo per le proprie ambizioni»

«Barbara ha ragione, condivido tutto ciò che ha detto». Nunzia De Girolamo, ministro per le Politiche agricole, si stringe attorno a Silvio Berlusconi, prendendo le distanze dai «falchi», da quanti «strumentalizzando il particolare momento che sta vivendo il presidente, ne approfitta per destabilizzare partito e governo per scopi personali». La prima uscita della nuova Fi in Trentino è andata male. «Nonostante il grande lavoro svolto dalla mia amica Biancofiore, a livello locale non facciamo bene come a livello nazionale. Serve una riflessione profonda sull’organizzazione territoriale del partito. Non riusciamo a parlare alla gente, manca una politica per il territorio. Il nuovo partito dovrà avere una struttura vera». Non è in contraddizione con l’idea di partito leggero? «Siamo stati tutti felici del ritorno a Fi, da cui tutti veniamo. Così come la leadership di Berlusconi non è in discussione. Ma il nostro è sempre stato un partito rispettoso delle istituzioni, non abbiamo mai portato i nostri problemi interni al governo. Ora invece qualcuno lo ha fatto, spiazzando l’elettorato. Abbiamo creato un clima diverso: una parte del partito, il fuoco amico, ha sparato sul partito al governo. Nessuno ha vinto le elezioni: le larghe intese non sono un inciucio, chi lo dice, come Renzi, non rispetta il Parlamento. Detto ciò, è chiaro che Fi avrà la sua linea politica: un partito liberale, moderato e riformatore. Ma un organigramma ci vuole. Sul territorio tutto è più complesso, bisogna parlare con gli amministratori, mobilitare i cittadini. Va bene il partito leggero, ma con delle regole. Serve l’organizzazione, le regole, il partito insomma». Alfano ha ribadito che il leader resta il Cav. Distensione? «Berlusconi è l’unico vero valore aggiunto. Tutti siamo nati con lui e con Fi. Ma qualcuno non gli vuole bene, usa il particolare momento che sta vivendo per destabilizzare il partito. Alfano ha ribadito che su leadership e linea politica siamo tutti d’accordo. È sul governo che ci dividiamo: noi lo vogliamo sostenere affinché faccia le riforme e attui il nostro programma elettorale. Così Berlusconi ha concepito le larghe intese». Barbara Berlusconi ha detto che il padre è circondato da incompetenti. «Conosco le figlie del Cavaliere. Barbara è giovane, umile, in gamba e simpatica. Con lei ho parlato una volta di politica. Ho detto che nel partito qualche vermiciattolo c’è: intendevo dire quello che ha detto Barbara. E poi ci sono tanti giovani bravi, come lei sottolinea, che vengono messi in ombra e che invece andrebbero fatti emergere». Falchi e colombe sono ai ferri corti. Anche per ripicche personali. Come si va avanti fino all’8 dicembre? «È diventato complesso stare insieme. Ci sono invidie e intolleranza. Ma si deve lavorare per l’unità cercando ciò che ci unisce. Se lo facciamo andiamo avanti. È una questione di buon senso, dobbiamo essere una squadra». Il governo cade se il Pd vota la decadenza? «Il governo tiene se realizza il programma. Mi sembra però che ogni scusa sia buona per destabilizzarlo. I colleghi che vogliono farlo cadere ci mettano la faccia ed escano allo scoperto prendendosi la responsabilità con gli italiani. Sul 2 ottobre qualcuno ha provato a far cambiare idea a Berlusconi in un conclave segreto. Quel qualcuno non lo fa per il Paese, ma per la propria ambizione. Sulla decadenza decideremo con Berlusconi, ma spero che il Pd rifletta e si convinca della irretroattività della legge Severino».

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