«Sono allibito. Ho sentito delle migliaia di agenti che saranno di rinforzo per la manifestazione. Ma è assurdo, la coperta è corta». A parlare è Vincenzo Canterini, 63 anni, oggi in pensione col grado di questore e una condanna sulle spalle per i fatti del G8 di Genova che gli brucia e lo amereggia. È un’autorità in materia di ordine pubblico: capo storico del Primo Reparto di Roma, ha diretto anche i gemelli di Milano e Firenze. Cosa pensa di come si annuncia il corteo romano? «Quando sento dire che saranno in strada 4.500 uomini vuol dire che le città da dove provengono si troveranno sguarnite, proprio quando si giocano partite e le tifoserie possono far danni. Sono allibito». Lei che avrebbe fatto? «Avrei vietato la manifestazione. Intendiamoci, non dico che non si può protestare. Penso però che non si dovrebbero far coincidere i cortei con le partite. Non è sicuro e in più si chiede un enorme sacrificio agli operatori di polizia, costretti a sopportare turni massacranti. Lo stadio Olimpico è pericolossisimo. Attorno ci sono aree verdi dove si possono nascondere armi e altre diavolerie. È semplice, la partita non doveva giocarsi». Insomma, secondo lei il prefetto ha sbagliato? «Non dico questo. Il prefetto Giuseppe Pecoraro ha fatto benissimo. Ha puntato a ottenere il risultato migliore che era alla sua portata. Il problema, purtroppo, è che Roma non è Napoli o Milano. È la Capitale, dove tutti vogliono protestare, dove ci sono i ministeri, il governo, dove quando si scende in piazza si vogliono creare i maggiori disagi. Quando ero nel capoluogo lombardo decidevano prefetto e questore. Qui invece non è così. C’è il capo della Polizia, il ministro dell’Interno, il premier, il presidente della Repubblica. È una città difficile da gestire». Si è criticato l’ordine pubblico schierato nell’ottobre 2001, quando i violenti hanno fatto l’inferno a piazza San Giovanni. Oggi si rischia il bis? «Nel 2011 a gestire i fatti c’era il questore Francesco Tagliente, davvero il numero uno dell’ordine pubblico. Ha fatto bene il suo lavoro. Oggi le cose da fare sono semplici, quelle di sempre: cintuare il corteo ai fianchi, disporre uomini in testa e in coda e far muovere altre forze nelle vie laterali per gli interventi rapidi».
Canterini: allibito, la partita non doveva giocarsi
«Sono allibito. Ho sentito delle migliaia di agenti che saranno di rinforzo per la manifestazione. Ma è assurdo, la coperta è corta». A parlare è Vincenzo Canterini, 63 anni, oggi in pensione col...