Meloni e Alemanno uniti per battezzare la nuova An nel Pdl. Entrano nel vivo i lavori dell’«Officina per l’Italia», la piattaforma culturale e programmatica lanciata da Fratelli d'Italia e aperta a tutte le anime del centrodestra. Ieri assem- blea plenaria, suddivisa per gruppi di lavoro, riunita per tutto il giorno all’hotel Minerva a due passi dal Pantheon. E oggi si replicherà, con l’attuazione delle relazioni sulle sette com- missioni ruotanti attorno alle parole chiave: identità, sovra- nità, solidarietà, crescita, legalità, libertà, verità. Obiettivo: partorire il manifesto politico del nuovo centrodestra. La se- conda tappa di un percorso che si concluderà a novembre. Presenti oltre ai fondatori di FdI, Meloni, La Russa e Crosetto, deputati e dirigenti del partito, membri del comitato scientifi- co e di quello politico, ma anche l’ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno, insieme alla moglie Isabella Rauti, Luciano Cioc- chetti, Antonio Guidi e altri politici oltre a diversi intellettuali, giornalisti ed esponenti della società civile. Attesa invana per l’ex presidente del Senato, Marcello Pera, che ha inviato una lettera alla prima riunione. Assente ieri anche l’ex ministro Tremonti vicino al «nuovo corso». Chiare le linee guida del progetto. «Vogliamo ridefinire i valori-forza per ricostruire il partito di centrodestra», ha spiegato la Meloni. «Oggi il popo- lo italiano vede i partiti azionarsi in termini di tattica e posi- zionamento, non più in base ai valori. Dunque, bisogna parti- re da idee e dare punti di riferimento». Poi, l’affondo sulla ri-creazione berlusconiana di Forza Italia bollata come «ope- razione vintage», aggiungendo: «Vogliamo che la selezione della classe politica non sia sulla fedeltà al capo, ma sulla coe- renza alle idee». Stessa linea di Alemanno, che ha smorzato i toni: «Officina per l’Italia potrebbe essere un punto di snodo, anime che si incontrano e iniziano a dialogare. Centrale è parlare di sovranità nazionale per salvare il Paese dalla crisi». D’obbligo la puntualizzazione a chi sollevava la questione di perdita di consensi sul territorio: «Si è perso il meccanismo di partecipazione. Il Pdl, giocando su una comunicazione mediatica, ha indebolito questo automatismo, oltre al fatto che abbiamo un Parlamento di nominati. Ecco perché si è creato il distacco». E ancora su Forza Italia: «Quando è stata annunciata la rinascita ho capito che il messaggio era chiaro: Pdl non più come partito unico, ma con vari partiti all’interno, compreso qualcosa che raccogliesse l’eredità di An. Ma ci tengo a sottolineare che lavoriamo per l’unità del centrodestra, l’ho detto anche a Berlusconi». Oggi il risultato della due giorni con la presentazione dei documenti delle commissioni. Un nuovo inizio.
Meloni e Alemanno riscrivono il centrodestra
Meloni e Alemanno uniti per battezzare la nuova An nel Pdl. Entrano nel vivo i lavori dell’«Officina per l’Italia», la piattaforma culturale e programmatica lanciata da Fratelli d'Italia e aperta a...