l’intervista

Elezioni suppletive, l’affondo di Luca Sforzini: “Vannacci è irrilevante, per lui una Waterloo”

Fn ha presentato un nome alternativo per sottrarre voti al centrodestra, ma ha fallito

«A Reggio Calabria è accaduto qualcosa di analogo a Vigevano: Futuro nazionale ha presentato una candidatura alternativa, voti sottratti alla coalizione di governo, ma nessuna capacità di modificarne la vittoria. È una questione di strategia: raccogliere voti e renderli politicamente significativi sono due cose ben diverse. I voti non solo si contano: si pesano». È con queste parole che Luca Sforzini, fondatore del think tank Rinascimento Nazionale ed espulso proprio da Fn per i suoi contrasti con il leader, ha analizzato le elezionisuppletive della Camera tenutesi tra ieri e domenica.

A Reggio Calabria ha vinto il centrodestra. Se lo aspettava?

«Sì. Il centrodestra ha affrontato la sfida potenzialmente mortale portata da Futuro Nazionale e ha sbaragliato il campo.Il punto politicamente interessante era capire se Fn sarebbe riuscito a diventare determinante. Il risultato dice che è accaduto l’esatto opposto: Vannacci è irrilevante. Il centrodestra ha vinto nonostante la presenza di una candidatura autonoma alla sua destra».

Che giudizio dare al risultato di Futuro Nazionale, che considerava la Calabria la propria Sassonia?

«Certamente è una Waterloo politica. Vannacci aveva alzato personalmente l’asticella parlando di “Sassonia” e aveva trasformato Reggio Calabria nel primo vero test nazionale di Futuro Nazionale. Se si sceglie di attribuire a un’elezione locale un significato nazionale prima del voto, bisogna va dopo il primo turno di un patrimonio elettorale che avrebbe potuto utilizzare per far pesare i suoi voti al ballottaggio.Cercai Vannacci prima della sua indicazione di scheda bianca o nulla perché, conoscendo il territorio, ritenevo praticamente certa la vittoria del centrodestra e pensavo che appoggiarlo avrebbe consentito di trasformare quei voti in peso politico. Non mi rispose. Il centrodestra vinse comunque».

Ritiene che la vicenda della foto modificata di Matilde Siracusano abbia avuto un peso?

«Non credo sia possibile quantificarlo. Certamente è stata una pessima conclusione della campagna elettorale e ha spostato l’attenzione dai contenuti al degrado più squallido. Vannacci ha contestato di essere l’autore della modifica, ma resta il fatto politico del rilancio dell’immagine. Quando i contenuti scarseggiano resta solo l’arma della provocazione continua. Solo “chiacchiere ed (ex) distintivo”, parafrasando Al Capone».

Che significato hanno queste elezioni, a livello nazionale?

«Dopo Vigevano, Reggio conferma un dato: Futuro nazionale prova a far perdere il centrodestra, ma la sua sfida gira a vuoto, spara a salve. Resta però una strategia potenzialmente mortale per la coalizione.Perla strada su cui si è posto Futuro Nazionale, per programmi, posture e dichiarazioni, credo che il centrodestra debba chiarire senza ambiguità-e bloccando ogni fuga in avanti e dichiarazione possibilista di suoi esponenti minori politicamente poco lucidi - che Futuro Nazionale è fuori dal suo perimetro. Non si può lavorare per distruggere il centrodestra e contemporaneamente pretendere di farne parte».

Affluenza ai minimi termini: un caso isolato o un allarme di cui tenere conto?

«È proprio questa la sfida persa da Futuro nazionale. Quando partì il progetto, insistetti perché andasse ad aggiungere voti al centrodestra, recuperandoli con programmi e posizioni utili a parlare all’enorme area dell’astensionismo. È accaduto l’opposto: Futuro nazionale non pesca nel non voto, si è chiuso nello sgabuzzino dell’estrema destra radicale. Così non allarga il campo e non recupera i disaffezionati: sottrae soltanto voti alla destra di governo ed aiuta la sinistra».

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