L’accerchiamento giudiziario a Berlusconi continua. Entro Natale partirà infatti un nuovo filone dell’inchiesta sul caso Ruby, e sarà il terzo che riguarda i presunti rapporti tra il Cavaliere e la giovane ragazza marocchina. Stavolta il fascicolo è stato aperto dopo il deposito delle motivazioni delle sentenze Ruby e della cosiddetta Ruby 2 che hanno condannato rispettivamente Berlusconi a sette anni e Emilio Fede, Lele Mora e Nicole Minetti a sette e cinque anni di carcere. L'ex presidente del Consiglio, i suoi legali Niccolò Ghedini e Pietro Longo, insieme a numerosi testimoni al processo, saranno infatti iscritti nel registro degli indagati. «Un atto dovuto», viene spiegato in ambienti giudiziari, conseguente alla trasmissione degli atti in Procura. Le inchieste dovrebbero essere riunite in tre filoni: il primo riguarderebbe l'ipotesi di reato di falsa testimonianza, che coinvolgerebbe le «olgettine» e altri; il secondo l'ipotesi di corruzione e subornazione di testimone o intralcio alla giustizia relativa al Cavaliere e il terzo riguarderebbe i legali e le indagini difensive. Ma per Berlusconi si tratta solo dell’ennesimo elemento di un piano che vuole soltanto metterlo all’angolo ed estrometterlo dalla vita politica. E di questo si è sfogato ieri mattina con i suoi interlocutori a palazzo Grazioli, continuando ad agitare lo spettro della crisi di governo. Ma i toni sono cambiati quando a pranzo ha ricevuto Angelino Alfano insieme ai ministri (tranne Maurizio Lupi impegnato a Tallin). Il Cavaliere, anche se furioso per l’ennesima inchiesta, ha accettato i consigli delle «colombe» di continuare a sostenere Letta, confermando la sua lealtà all’esecutivo. E con il vicepremier sarebbe stato anche d’accordo con l’ipotesi di andare avanti con questo esecutivo magari anche dopo il 2015. Un punto a favore dell’ala moderata nella continua partita a scacchi che gli «scissionisti» ormai giocano da settimane con i «lealisti» di Raffaele Fitto. Ma nel pranzo con i ministri Berlusconi ha affrontato anche il nodo degli incarichi interni al partito . E, per la prima volta, ha aperto alla possibilità che si possano fare le primarie per scegliere il nuovo leader del centrodestra. Sul nuovo organigramma del partito, invece, il Cavaliere resta cauto. Per non dare alibi e vantaggi né ai falchi né alle colombe.
Assedio al Cav: arriva la Ruby-ter
Un nuovo filone di inchiesta entro Natale. Berlusconi furioso Ma ad Alfano conferma: sosterrò Letta. Sì a primarie per il nuovo leader
