Fuoco incrociato di sindacati e industriali sulla legge di stabilità: la manovra approvata dal Consiglio dei ministri è bocciata da Cgil e Uil e viene giudicata «senza coraggio» dal numero uno di Confindustria, Giorgio Squinzi. Più morbida la posizione della Cisl, che con Raffaele Bonanni parla di «inversione di tendenza» sul fronte del taglio delle tasse. Ad aprire le ostilità è Luigi Angeletti. La Uil, dice, è «certamente pronta» a mettere in campo proteste forti, fino allo sciopero generale contro le misure della legge di stabilità che riguardano il pubblico impiego. Passano poche ore e anche Susanna Camusso conferma il giudizio negativo sul provvedimento. La numero uno della Cgil parla di una legge di stabilità che «smentisce le promesse fatte in queste settimane dal Governo». Nessuna porta chiusa al governo né aut aut all’esecutivo sottolinea comunque la leader della Cgil: il sindacato attenderà un nuovo incontro con l’esecutivo e aspetterà che si compia l’iter parlamentare. Più agguerrita la Fiom, con Maurizio Landini che annuncia un incontro unitario già lunedì prossimo con Fim e Uilm «per arrivare ad uno sciopero generale dei metalmeccanici, non solo per il lavoro e per una diversa politica industriale, ma anche per cambiare una legge di stabilità totalmente inadeguata». Sul fronte industriale, è Giorgio Squinzi a criticare il testo uscito da Palazzo Chigi. «Il provvedimento manca di coraggio», dice Squinzi bocciando l’ipotesi dello sciopero generale. E anche per Rete Imprese la manovra è «insufficiente e di modesta entità». Intanto è scontro all’interno del Pdl tra il vicepremier, Angelino Alfano, e il senatore Sandro Bondi. Il segretario del partito non cela la soddisfazione per una legge di stabilità che «non mette le mani nelle tasche degli italiani. Il Pdl si è dunque confermato sentinella anti-tasse». Di parere opposto Bondi, che ha avvertito: «Di questa stabilità l’Italia può morire. Si tratta di un provvedimento che non aiuta l’economia a crescere e che prevede un aumento consistente delle tasse per ora abilmente camuffate». Cauto il Pd che, con il segretario Guglielmo Epifani, spiega che «la manovra va apprezzata» perché non prevede nuovi tagli, ma «non mi nascondo dietro un dito: pur prevedendo riduzioni fiscali e di tasse sul lavoro, le risorse che si mettono a disposizione nella legge di stabilità non sono quelle che si speravano». Anche da Mario Monti non sono mancate critiche: il professore ha giudicato il ddl «soddisfacente» per il rispetto dei parametri europei, «timida» sul taglio delle tasse e «insoddisfacente» per quel che riguarda la crescita.
Manovra, sindacati pronti allo sciopero generale
Critiche anche dalla Confindustria: «Provvedimento senza coraggio». Diviso il Pdl mentre il Pd punta a modifiche
