Politica

Ecco la contromanovra degli italiani

In otto mesi i cittadini presentano 800 petizioni alla Camera e al Senato Dalla guerra ai privilegi all’aumento delle pensioni fino al taglio del canone Tv

La riduzione dei costi della politica, l’abolizione del Senato, l’eliminazione degli enti inutili, la soppressione del canone Rai. Ma anche condoni fiscali, nuove lotterie, lezioni di «discoteca» e interventi per far «tornare» i giovani all’agricoltura. In otto mesi di legislatura sono 808 le petizioni presentate dai cittadini italiani al Parlamento. Una «manovra» alternativa a quella del governo Letta. Alla Camera dei deputati sono arrivate 307 petizioni. Al Senato 501. A Montecitorio la prima in ordine di tempo è stata presentata da un cittadino che vive in provincia di Caserta. Chiede il «risanamento ambientale dei terreni inquinati della regione Campania». Alla sesta petizione arrivano le note dolenti per la casta: un cittadino residente a Latina chiede «la revoca con effetto retroattivo dei vitalizi dei consiglieri della Regione Lazio». Il testo è stato assegnato il 14 maggio alla prima commissione. Tutto lascia supporre che resterà chiuso in un cassetto. Non avrà più fortuna la proposta di un italiano che abita a Palermo che propone «l’introduzione di un limite al numero dei mandati parlamentari, la riduzione del trattamento economico dei parlamentari, l’incandidabilità dei condannati e la riforma della legge elettorale per rafforzare il rapporto tra cittadini ed eletti». C’è chi vorrebbe pensioni più pesanti per i poveri e chi, invece, «nuove norme in materia di inquadramento e avanzamento del personale della Guardia di Finanza». Mentre una cittadina di Cagliari propone «un aumento degli stipendi degli appartenenti al corpo di polizia penitenziaria». C’è anche chi vorrebbe «interventi diversi per il superamento della crisi economico-finanziaria del Paese, senza gravare sui cittadini». Un miracolo. Anche la televisione è nei pensieri degli italiani: una petizione chiede «la sospensione del pagamento del canone di abbonamento alla Rai per chi è abbonato alle televisioni a pagamento». C’è pure chi chiede «inteventi per garantire la libertà e la correttezza dell’informazione». La guerra al Porcellum è dichiarata. Una romana e altri cittadini suggeriscono al Parlamento «una nuova legge elettorale che consenta l’effettiva scelta dei candidati da parte dei cittadini, anche tramite lo svolgimento di elezioni primarie, e la revoca dei parlamentari». La sicurezza catalizza le richieste di molti. Tra queste, c’è quella di un residente in provincia di Napoli che chiede «disposizioni volte a vietare o limitare la commercializzazione e il possesso di armi giocattolo o da collezione». Invece un residente in provincia di Padova vorrebbe «nuove norme in materia di vendita e porto d’armi, al fine di agevolare l’autodifesa dei cittadini». Tanti chiedono al Parlamento di diminuire i costi delle assicurazioni, le tasse, i ticket sanitari. Molti ce l’hanno con le banche. Come un cittadino che abita a Rimini, che propone «l’incandidabilità in tutte le istituzioni degli esponenti dei settori cooperativo e bancario». La petizione numero 140 della Camera vorrebbe, invece, «interventi per incentivare il ritorno dei giovani all’agricoltura». Mentre la 148 propone di inserire «un’ora di discoteca nell’ambito dell’orario scolastico». Mentre la numero 55 presentata al Senato punta a istituire una «lotteria nazionale abbinata alla rassegna Benevento-città spettacolo». Non mancano le proposte poco realistiche. Come la petizione presentata da un cittadino in provincia di Padova, che chiede «la rinuncia alla riscossione di tutti i crediti fiscali dello Stato, utilizzando a tal fine le risorse derivanti dall’abolizione di ogni forma di contribuzione, anche indiretta, in favore della Chiesa cattolica».

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