Politica

Occorreva silenzio non questo inferno

di Angelo Frignani Avevo 15 anni e il capitano Erich Priebke non l’ho mai incontrato. A casa nostra solo lo zio Giannino e la moglie Lina ebbero la sfortuna di confrontarsi con quello sguardo. So...

Avevo 15 anni e il capitano Erich Priebke non l’ho mai incontrato. A casa nostra solo lo zio Giannino e la moglie Lina ebbero la sfortuna di confrontarsi con quello sguardo. So per certo che furono momenti terribili. La stessa paura attanagliava il resto della nostra famiglia, divisa e nascosta per sfuggire alla rappresaglia tedesca: lo zio Giannino, il tenente colonnello dei carabinieri Giovanni Frignani, era l’ufficiale che aveva arrestato Benito Mussolini. Per le Ss un nemico da catturare. Si nascose a lungo lo zio Giannino, anche nell’appartamento di una sua amica, vicino via Nomentana, ma alla fine fu catturato proprio da Priebke, tradito da una soffiata. Non abbiamo mai saputo se, due mesi più tardi, a sparargli il colpo di grazia alle Fosse Ardeatine fosse stato quel capitano. Ma lui c’era quando lo zio morì insieme a tutti gli altri. Sono passati 69 anni e sembra ieri quando a casa arrivò il biglietto del comando nazista che ci invitava ad andare in via Tasso a ritirare i suoi effetti personali. Sembra ieri quando da ragazzino toccò anche a me portare le gavette con il pranzo per mio zio nella prigione delle Ss e i carabinieri disegnarono una mappa di quei locali anche con le mie indicazioni per tentare un assalto e liberare i prigionieri. Sembra ieri quando ci recammo alle Fosse per il difficile riconoscimento della salma (non c’era l’esame del Dna): lo zio aveva ancora addosso il mio maglione grigio di surrogato di lana. Immagini scolpite nella mia memoria, descritte tante volte da cronista sulle pagine di questo giornale, dove ho lavorato per più di 30 anni. Immagini dalle quali riaffiorano paura e dolore. Le polemiche di questi giorni, e quanto di brutto accaduto ieri al funerale, fanno a pugni con questi sentimenti. La morte di Priebke doveva essere accompagnata da silenzio e indifferenza – da una preghiera per distinguerci ancora una volta dalle bestie -, per il rispetto che si deve ai martiri delle Fosse e ai loro parenti. Così non è stato, purtroppo. La fine di chi non ha avuto esitazioni a massacrare persone innocenti non meritava di diventare argomento di un simile scontro politico che non ha niente a che fare con quella tragedia.

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