Vanno cristianamente perdonati, anche se sanno bene quello che fanno. Quando sarà passata la foga di rappresaglia però, si inginocchiassero tutti al cospetto del Giudice Divino visto che alcun giudice terreno li perseguiterà per i calci, i pugni, le bestemmie e gli sputi sul feretro di un morto, orribile quanto si vuole per i suoi trascorsi, ma sempre un morto che ha diritto a uno straccio di funerale e a una degna sepoltura. Quanto accaduto ieri non sana ferite, non risuscita morti, non pareggia i conti. È un atto indegno, senza attenuanti, che rimanda all’accanimento sui cadaveri appesi a piazzale Loreto. Se fossimo in un Paese normale quel giudice terreno oggi aprirebbe il codice, lo sfoglierebbe per soffermarsi sull’articolo 410 così da contestare il reato di vilipendio di cadavere, punibile da tre a sei anni di prigione. Un altro giudice si occuperebbe dei naziskin che hanno fatto piangere i presenti alle esequie coi lacrimogeni sparati dai poliziotti. Ma non accadrà nulla, perché questo è un Paese anormale, spesso vile, ieri purtroppo incivile. (gmc)
Atto vile prendersela coi morti
Vanno cristianamente perdonati, anche se sanno bene quello che fanno. Quando sarà passata la foga di rappresaglia però, si inginocchiassero tutti al cospetto del Giudice Divino visto che alcun...