Politica

Il Pdl contro l’«eretica» Belviso

L ’ex vicesindaco attacca Marino e il partito la costringe al dietrofront

Forse fa parte della sua espiazione. Ma è singolare che Eric Priebke continui a pagare per i crimini che ha commesso anche dopo la morte. E chi prova a dissentire viene zittito. O è costretto a rettificare. Com’è accaduto ieri all’ex vicesindaco Sveva Belviso, che si era limitata a ricordare una norma approvata ai tempi di Petroselli: chi è residente a Roma e muore a Roma, va sepolto a Roma. «È una questione delicata - aveva detto Belviso - e questo ha portato il sindaco Marino a prendere una posizione, anche condivisibile, e a dire "Roma non vuole che sia sepolto qui". Ma questa sarà un’altra delle cose su cui dovrà tornare indietro, perché un sindaco deve fare i conti con le norme, e Priebke ha diritto ad essere sepolto a Roma perché è morto a Roma ed era residente a Roma». Apriti cielo! E le polemiche sono venute dallo stesso partito della bionda ex assessore di Alemanno. «La collega Belviso ha espresso una sua opinione personale che non è, in alcun modo, la posizione condivisa dal Popolo della Libertà - hanno subito dichiarato in coro i consiglieri pidiellini Tredicine, Pomarici, Bordoni e il consigliere del Gruppo Misto Cantiani. «Riteniamo che una questione tanto complessa e delicata non possa essere affrontata in punta di Diritto; così come non possono essere dimenticate le ferite profonde inferte a questa città dalla condotta, mai rinnegata, dell’ufficiale tedesco», hanno ribadito i quattro. Il senatore Francesco Giro ha spiegato che non se la sente «di censurare la condotta di Marino» e nemmeno di «affermare, come fa la mia amica Sveva Belviso, che il sindaco non interpreta i sentimenti della capitale quando decide di negare la sepoltura del criminale nazista in città». Così Belviso è stata costretta a precisare di non aver espresso un’opinione ma di aver «esclusivamente spiegato una norma approvata ai tempi della giunta Petroselli». Per poi aggiungere che «è auspicio di tutti, e certamente mio, che la salma di Priebke sia destinata altrove, anche per evitare assembramenti di fanatici nostalgici che sarebbero uno schiaffo per la vita democratica della città». Paradossalmente, al di là dell’atteggiamento negativo del premier e di altri esponenti del Pd allineati sul «no» ai funerali nella Capitale, ci sono più possibilisti a sinistra che a destra. Per l’ex sindaco di Venezia Massimo Cacciari, «siamo di fronte a un dibattito macabro e persino grottesco» ed «è assurdo che Marino gli rifiuti una sepoltura». E il deputato altoatesino di Sel-Verdi Florian Kronblichler ha definito la decisione di Marino impregnata di «eroismo primitivo antifascista» e ha sottolineato «un morto non può essere punito». Lapidario e caustico, come al solito, il leader di La Destra: «Facessero un congresso per decidere», propone Francesco Storace.

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