Politica

Gaffe e guai da seppellire

di Gian Marco Chiocci Ai più, anche della sua stessa parrocchia, è parso stonato l’iperattivismo verbale del sindaco di Roma sull’ingombrante cadavere nazista. Decisamente sopra le righe nel...

Ai più, anche della sua stessa parrocchia, è parso stonato l’iperattivismo verbale del sindaco di Roma sull’ingombrante cadavere nazista. Decisamente sopra le righe nel continuo botta e risposta col tutore dell’ufficiale tedesco che proprio a mettere in imbarazzo le istituzioni, puntava. Scomposto sia politicamente che tatticamente perché in un clima surriscaldato dall’odio anziché limitarsi a spiegare la posizione del Campidoglio (come del resto hanno fatto il Vicariato e personalità illustri all’estero) Ignazio Marino ha cavalcato l’onda dell’indignazione rendendo complicata una soluzione che si sperava «condivisa» anche per problemi di ordine pubblico. La sovraesposizione mediatica del primo cittadino, cattolicissimo ma senza pietà, un risultato insperato l’ha però raggiunto: nessuno parla più delle sue figuracce epocali nei primi cento giorni di mandato. La tomba denegata a Priebke sembra la fossa dove il rappresentante dei romani cerca di seppellire l’imbarazzante pressappochismo e il dirompente immobilismo della sua amministrazione. Con l’improvvisa accensione dei riflettori municipali sul fantasma delle SS, l’occhio di bue della stampa sulle magagne del sindaco s’è spento d’incanto. Basta riferimenti al pasticciaccio tragicomico del colonnello dei carabinieri promosso comandante dei vigili e subito rimosso in mancanza di requisiti. Basta diatribe sulle 75 assunzioni nello staff e all’ufficio stampa. Basta discussioni sull’assenza di delibere approvate. Basta sberleffi di residenti e commercianti sulla pedonalizzazione dei Fori. Basta scivoloni sul buco di bilancio. Basta sarcasmo sulla sua macchina personale parcheggiata negli spazi riservati al Senato, dove un tempo, non oggi, poteva sostare. Basta tentennamenti sulla discarica di Falcognana al santuario del Divino Amore. Basta attriti con gli ormai ex compagni di strada del Pd. E soprattuto basta parlare di torre d’avorio dove il sindaco si sarebbe rinchiuso insieme al suo cerchio magico. Pur alle prese con un problema serio come quello della sepoltura di Priebke, a Ignazio Marino non sfuggirà l’importanza di chiarire ai suoi cittadini i 4,6 milioni spesi tra luglio e settembre in consulenze. Il new deal del chirurgo in mountain bike sembra arrancare difronte allo spoil system all’amatriciana. Ha voluto la bicicletta? E ora che pedali.

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