Politica

Priebke non ha diritto al funerale

Il Vicariato: no alla funzione in chiesa. Il Campidoglio si oppone alla sepoltura L’avvocato del gerarca insiste: abbiamo chiesto solo una cerimonia privata

Chiesa e Campidoglio dicono no ai funerali e alla sepoltura di Erich Priebke a Roma. Non è bastata la morte del gerarca nazista per chiudere un capitolo della storia d’Italia che ancora brucia. Rimane da scrivere l’ultima pagina, quella delle esequie delll’ufficiale delle SS condannato all’ergastolo per l’eccidio delle Fosse Ardeatine, dove nel 1944 335 italiani furono fucilati per rappresaglia in seguito all’attentato partigiano di via Rasella. E dopo una giornata in cui sono intervenute pressoché tutte le istituzioni civili e religiose della capitale, ancora non è dato sapere quando e dove sarà scritta la parola fine. Ad accendere la miccia è stato in mattinata il legale dell’ex gerarca, Paolo Giachini, che ha annunciato che le esequie si sarebbero svolte «probabilente martedì in una chiesa del centro dei Roma». Una dichiarazione preceduta dalla presa di posizione, ufficiale anche se effettuata via Twitter, con cui il governo Argentino rifiutava l’ipotesi di un rimpatrio della salma a Bariloche, località dove è sepolta la moglie di Priebke. Il ministro degli Esteri, Héctor Timerman, ha poi confermato di aver «dato ordine di non accettare nessun tramite che permetta l’ingresso del corpo del criminale nazista». All’ipotesi di celebrare la cerimonia nella Capitale si sono opposti in modo diverso ma con uguale forza Comune e Vicariato. Quest’ultimo, dopo aver bloccato la richiesta di effettuare i funerali nella chiesa vicino alla parrocchia di Boccea dove l’ex ufficiale stava scontando la sua pena e in cui è morto ha chiuso ogni possibilità: «Non sono previsti funerali in chiesa a Roma per Erich Priebke», ha detto Walter Insero, portavoce della Diocesi. Nel frattempo la Questura di Roma, d’intesa col prefetto Pecoraro, si è affrettata a chiarire che, se celebrazione si farà, non ci sarà alcuna «forma solenne». Il sindaco di Roma, Ignazio Marino, ha annunciato a più riprese di voler «compiere ogni azione per impedire la sepoltura» del gerarca nazista. «Ho avuto rassicurazione dal prefetto che sarà negata qualsiasi forma di solennità e ho appreso che il Vicariato ha negato ogni celebrazione all’interno delle chiese della nostra città - ha detto - le autorità civili e religiose concordano: non vi saranno a Roma esequie di un criminale». Ma non è solo una questione di volontà, soprattutto per quanto riguarda il luogo della tumulazione. «Esistono delle leggi - ha spiegato Marino - che stabiliscono che la sepoltura non possa essere negata se non per motivi di pericolo per l’ordine pubblico. Ecco, io ho chiesto al prefetto di valutare che sia negata l’ospitalità a un criminale nazista. Per ragioni di sicurezza oltre che di opportunità». Il sindaco ha anche fatto sapere di aver ricevuto «messaggi, appelli e lettere - ha scritto Marino - La città stessa mi chiede a gran voce una posizione netta e inequivocabile». Raggiunto da molti messaggi, di diversa natura, è anche l’avvocato Giachini. «Da tutta Italia sono arrivate offerte per ospitare Priebke nella loro tomba di famiglia - ha dichiarato in serata il legale - Anche un sindaco si è fatto sentire per offrire uno spazio nel cimitero del suo paese». Anche se insiste per la prima scelta, il funerale in forma privata a Roma martedì, tra le varie ipotesi al vaglio di Giachini c’è il trasferimento del corpo in Germania. «In ogni caso occorrerà aspettare un certificato che ci permetterà di traslare la salma - ha concluso - e decidere così il giorno dei funerali». Se l’impasse continuerà nei prossimi giorni, e soprattutto se le esequie, private o pubbliche che siano, si svolgeranno a Roma, la data di mercoledì non sarebbe la più indicata, dalmomento che ricorre l’anniversario del rastrellamento degli ebrei romani. Ad alimentare il clima di tensione attorno alla vicenda la scritta «Onore a Priebke», accompagnata da una svastica, trovata ieri in via Cardinal Sanfelice, a pochi metri da casa del gerarca. Parole che sono state subito cancellate. Più difficile sarà rimuovere questa vicenda.

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