Politica

Uno zoo per Cruciani e Parenzo

La Belva - La mula de Parenzo e Dante Cruciani erano cose serie per gente seria. La mula de Parenzo aveva messo su bottega e tutto la vendeva, Dante Cruciani era in libertà vigilata ma insegnava ai...

La mula de Parenzo e Dante Cruciani erano cose serie per gente seria. La mula de Parenzo aveva messo su bottega e tutto la vendeva, Dante Cruciani era in libertà vigilata ma insegnava ai Soliti Ignoti, lui Totò-Cruciani, l'arte dello scasso. Parenzo e Cruciani non sono né mule né principi. Sono personaggi radiotelevisivi assunti da Mediaset per lanciare Radio Belva, un programma che, appena andato in onda, ha raccolto migliaia di telspettatori ma soltanto migliaia con uno share da analisi medica, tipo albumina. Al loro show hanno preso parte Sgarbi e la Parietti, Villaggio e altri figuranti, tra i quali l'ottantaduenne Fede Emilio nella parte di se stesso. Ascoltato e visto il programma, se non fosse stato sospeso avrei ritenuto opportuno, per le prossime puntate invitare Donato Bilancia, Rosa e Olindo di Erba, qualche superstite della banda della Magliana, così per rendere ancora più vivace la trama e l'eloquio. Vittorio Sgarbi che conosce l'arte e sa metterla da parte ha sbancato e sbiancato il gruppo. Al grido di Volete la guerra? E io faccio la guerra, il ferrarese ha mandato all'aria il programma secondo usi e scostumanze ma con una perfidia e una abilità che da nessuno sono state recepite mentre la Parietti, i cui ritocchi evidenti nulla hanno a che fare con quelli appena svelati della vera, grandissima Marilyn, non ha capito l'andazzo e ha replicato a Sgarbi suggerendogli di farsi curare, dimenticandosi tuttavia di aggiungere, come da copione, "ma da uno bravo". In verità era stata la stessa Alba a eccitare il Vittorio con un grazioso "faccelo vedè". Dicesi trash ma è roba da caserma, da bar di ubriachi molesti. Non ho capito l'utilità della trasmissione, mi piacerebbe sapere quante ore hanno studiato gli autori per arrivare a un prodotto da mercato clandestino. Cruciani ha funareggiato, in maniche di camicia con i boccoli che gli rendevano nobile l'incarnato triangolare da identikit, il suo sodale, Parenzo, è uno dei misteri della fede: crede, pensa di essere qualcuno ma mi fa tornare alla mente una frase del sempre presente Totò di cui sopra: "Lei è un cretino, si informi". Eppure sono due fenomeni, non da baraccone perché il parco dei divertimenti è una cosa seria ma fenomeni della nuova comunicazione radiofonica e televisiva, dove l'insulto, la provocazione, la cultura pseudoraffinata sono le armi per farsi riconoscere ma non veramente conoscere. La colpa non è loro, semmai di Mediaset che tra mille guai che deve affrontare quotidianamente, ha voluto allestire il programma di cui si parla, di cui si scrive, di cui si discute ma che non aveva alcuna ragione di essere, di esistere e di resistere. Cruciani and Parenzo non sono belve anche se lo zoo allestito a questo potrebbe fare pensare ma umani che credono di essere più intelligenti dei comuni mortali. La stessa scenografia, con la enne, ha fatto intendere che lo show era un casino organizzato tra fuochi e fiamme, tra bestie vere e altre fasulle. In contemporanea su Rai è andata in onda Tale e Quale, varietà nel quale attori e cantanti si travestono da artisti conosciuti e interpretano le canzoni di questi. Una finzione anche questa con un successo di pubblico inversamente proporzionale al programma di Rete 4 che, a pensarci bene, osservando i volti dei due presentatori fenomeni potrebbe benissimo chiamarsi Tale e Quale pure isso, ma qui senza travestimenti, è tutta roba naturale, niente inganno. Ad majora, come dicono quelli che parlano le lingue.

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