Politica

Un colossale naufragio politico

di Francesco Damato - Si è consumato ieri tra Senato e Camera un colossale naufragio politico. Ne ha fatto le spese per primo il movimento di Beppe Grillo, letteralmente esploso con le proteste...

Si è consumato ieri tra Senato e Camera un colossale naufragio politico. Ne ha fatto le spese per primo il movimento di Beppe Grillo, letteralmente esploso con le proteste dello stesso Grillo e del "guru" Gianroberto Casaleggio sulla mina incautamente depositata da due dei suoi senatori sul terreno dell'immigrazione clandestina. Un reato per la cui abolizione, sotto l'effetto emotivo dell'ennesima e immane tragedia appena consumatasi nelle acque di Lampedusa, e con l'improvvisato parere favorevole del sottosegretario del Pdl Cosimo Ferri, i pentastellari Maurizio Buccarella e Andrea Cioffi avevano formulato nella competente commissione di Palazzo Madama una proposta approvata con i voti del Pd, dei vendoliani e dei neo-centristi di Mario Monti. Cioè con una maggioranza difforme da quella che sostiene con la partecipazione decisiva del Pdl il governo delle cosiddette larghe intese presieduto da Enrico Letta. Difforme ma uguale a quella inutilmente perseguita all'inizio della legislatura dall'allora segretario del Pd Pier Luigi Bersani, avventuratosi sulla strada di un governo minoritario di "cambiamento e combattimento", appeso agli umori dei grillini pur di lasciare all'opposizione il partito di Silvio Berlusconi. L'idea di questa maggioranza non è mai stata accantonata davvero nel Pd, neppure dopo il fallimento di Bersani, le sue dimissioni dal vertice del partito, la conferma di Giorgio Napolitano al Quirinale e la conseguente formazione del governo attuale. Alle cui ricorrenti difficoltà, comprese quelle superate all'ultimo momento la settimana scorsa al Senato con la conferma pur "travagliata" della fiducia di Berlusconi, si reagisce nel Pd tornando a coltivare la speranza di un'intesa alternativa con i grillini. L'occasione della proposta per la depenalizzazione dell'immigrazione clandestina, per quanto favorita dal pasticcio combinato con il suo consenso dal sottosegretario pidiellino alla Giustizia, sembrava prestarsi al ritorno di quel vecchio progetto bersaniano. O, in vista di tale obbiettivo, alla pratica delle cosiddette maggioranze variabili, secondo i temi e i problemi via via trattati in Parlamento. Oggi con i grillini sull'immigrazione, domani sulla legge elettorale, dopodomani sull'Imu e via via sino alla crisi e alla formazione di un nuovo governo, vista la indisponibilità del capo dello Stato ad un altro scioglimento anticipato delle Camere. Ma a rompere l'incantesimo è stato Grillo in persona, come si diceva, sconfessando i suoi due senatori con toni e argomenti da fare invidia ai leghisti. E buttando il suo movimento in un marasma che basta e avanza per immaginare che cosa accadrebbe a qualsiasi governo volesse rischiare di dipendere dalle decisioni del comico genovese. A completare il quadro del naufragio delle maggioranze variabili con i grillini sono arrivati ieri nell'aula di Montecitorio i loro insulti -"ladri"- ai corteggiatori del Pd per avere osato accordarsi con il Pdl sulla legge per la pur formale abolizione del finanziamento pubblico dei partiti. La collaborazione transitoria ed eccezionale con l'odiato Berlusconi, per quanto indebolito dalle sue vicende giudiziarie e a rischio di decadenza da senatore dopo la condanna definitiva per frode fiscale, rimane quindi per il Pd senza alternative in questa legislatura segnata dalla mancata vittoria elettorale di Bersani e del suo alleato Nichi Vendola. Se ne dovrà rendere conto anche il sempre più incontenibile Matteo Renzi, che pur di vincere la corsa alla segreteria del suo partito, e poi alla guida di un nuovo governo, ha finito per zig-zagare a sinistra come sapevano fare nella Dc, ai tempi della rottura con Aldo Moro, i "dorotei" di Mariano Rumor, Flaminio Piccoli e simili. Ai quali Renzi ha invece avuto di recente la disinvoltura di paragonare spregiativamente l'attuale presidente del Consiglio, illudendosi di poterlo così scalzare più facilmente.

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